La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Massimo Dapporto nei Due gemelli

Va da sé che, per realizzare bene sul palcoscenico I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni c'è bisogno di un attore protagonista che sappia il fatto suo. Un interprete in grado di passare dal gemello sciocco (Zanetto) a quello savio (Tonino) in un battibaleno. Un attore, come Massimo Dapporto (davvero grande), che sappia caratterizzare ognuno dei gemelli con pochi ma significativi tratti: ad ognuno dei gemelli donare un proprio modo di camminare, di parlare, di gesticolare. E Dapporto, appunto, ha saputo calarsi nei due gemelli da par suo e, senza bisogno di cambiarsi d'abito, ma affidandosi alla mimica, alla gestualità, alla modulazione della voce, ha reso ognuno dei personaggi riconoscibile dal pubblico.
Il regista Antonio Calenda ha voluto sottolineare la bravura del suo interprete per mezzo di una scena neutra (opera di Pier Paolo Bisleri) che, con pochi accorgimenti, potesse ricreare un interno borghese e una strada di città (la vicenda si finge in Verona, ma la scena dello spettacolo non vi allude in alcun modo). Una scelta in questo caso felice e vincente anche e soprattutto perché accanto a Massimo Dapporto c'è una compagnia di primo livello: attori tutti "in parte", affiatati e credibili che hanno reso la visione dello spettacolo appassionante anche quando Dapporto non era in scena.
Da notare ed elogiare senza riserve l'Arlecchino di Adriano Braidotti: erano anni che, personalmente, di fronte a un Arlecchino non rimpiangevo il grande Ferruccio Soleri (e con ciò si crede di aver detto tutto).
Una menzione particolare merita anche Alessandra Raichi nel ruolo di Rosaura. Bravi, davvero, tutti gli altri.
Belli i costumi di Elena Mannini e, appropriate le musiche di Germano Mazzocchetti.
Spettacolo da non mancare.

Commenti

  1. E' bravo Adriano...molto,
    si spera di vederlo ancora, e piu' spesso, in teatro e in tv..perche' no...viva i talenti 'che ce ne son pochi.
    E al posto del grande Soleri nella commedia dell'arte...quando?

    RispondiElimina

Posta un commento