La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Incontro raffinato del fumetto con il teatro

All'interno dell'Epicentro Fest è stato ripresentato agli spettatori lo spettacolo per adulti e bambini ManoLibera Fumetti a teatro di e con Michele Cremaschi, Michele Eynard e Anna Fascendini, per la regia di Michele Eynard. Si tratta di uno spettacolo raffinato in cui il mondo del Fumetto incontra quello del Teatro. Le modalità dell'incontro sono relativamente semplici: per mezzo di una lavagna luminosa, dei disegni interagiscono con i corpi dei due attori che recitano su una pedana rialzata, avendo per fondale uno schermo bianco. Il risultato ricorda, in qualche modo, il cinema dei pionieri con “effetti speciali” molto artigianali... Il tratto di Eynard (che disegna “in diretta” sui lucidi) ricorda (o forse allude) La Linea di Osvaldo Cavandoli (probabilmente proprio perché i disegni vengono realizzati sotto gli occhi degli spettatori) e, al medesimo tempo, il Signor Rossi di Bruno Bozzetto (soprattutto per l'ironia della storia e per il fatto che i due protagonisti si trovano, loro malgrado, a vivere avventure al limite).
I due attori in scena usano (assai bene) soprattutto il loro corpo (parlando pochissimo un francese molto maccheronico) e si adattano egregiamente ai disegni che vengono creati intorno a loro e a loro misura. Disegni che non mancano di passare dalla bidimensionalità del tratto alla tridemensionalità dell'oggetto.
Uno spettacolo che da anni sta riscuotendo meritati successi e che vale la pena non lasciarsi sfuggire.

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