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Una Bella addormentata un po' stantia

Al calar del sipario sull'ultimo atto della Bella addormentata nel bosco di Pëtr Il'ič Čajkovskij per le coreografie di Alexander Vorotnikov il pubblico del Teatro Donizetti di Bergamo ha applaudito con generosità in direzione degli interpreti. Un tributo, forse, un po' eccessivo. 
Chi scrive ritiene, infatti, che lo storico balletto di Marius Petipa nella versione presentata dal Balletto di Mosca - Teatro La Classique non sia uno spettacolo da lodare senza riserve. La coreografia di Vorotnikov è apparsa troppo tradizionale e priva di originalità. Troppo legata alla vecchia danza classica, senza tener conto delle innovazioni. 
Una scelta che lascia assai perplessi. 
La stessa perplessità che si avrebbe di fronte a uno scrittore contemporaneo che scrivesse con gli stessi moduli stilistici in uso nell'Ottocento o a un attore che recitasse con gli stessi canoni in uso negli Anni Venti del Novecento.
Non si può prescindere dal progresso artistico, perché di rischia di annoiare o di sembrare leziosi o peggio ridicoli e stantii.
 Il corpo di ballo era di medio livello; il primo ballerino (Shalin Andrei) discreto; la prima ballerina (Ivanova Nadoja) brava.
Bella l'esibizione dell'Orchestra del Bergamo Misica Festival Gaetano Donizetti diretta assai bene dal Maestro Gianmario Cavallaro.

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