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La fata con la barba


Piacevole la riduzione della Cenerentola di Rossini firmata da Piera Ravasio e Francesco Bellotto (per la parte librettistica) e da Giuseppe Parmigiani (per quella musicale) andata in scena oggi al Teatro Donizetti di Bergamo, per il coordinamento registico di Ravasio e Bellotto, le scene e i costumi di Angelo Sala e la direzione del Maestro Corrado Casati.

Uno spettacolo pensato per i più piccoli e che propone le arie più famose dell'opera, eliminando i recitativi a favore di una recitazione più spedita e moderna (e comprensibile da dei bambini). Felice anche l'intuizione di narrare la fiaba di Cenerentola come si trattasse di un "doppio sogno": prima sogno di Angiolina che si crede Cenerentola stessa e, infine, incubo delle sorellastre. Azzeccata anche l'idea di porre al centro della vicenda (e del palcoscenico) il libro che racconta la fiaba; un enorme volume da cui escono materialmente (e non solo metaforicamente) i personaggi.

Una piccola Cenerentola (questo il titolo dello spettacolo) non è rivolto solo al pubblico dei più piccoli, ma ammicca anche a quello degli adulti soprattutto per mezzo del personaggio del saggio Alidoro che, in uno dei suoi travestimenti, diventa anche la Fata della favola. Una fata con la barba. Una fata un po' queer che ha riscosso i più ampi consensi soprattutto per merito dell'interpretazione scanzonata di Mauro Corna.
Nella parte di Cenerentola la brava Stefania Ferrari. Da segnalare l'interpretazione Maurizio Magnini dello scudiero Dandini.

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