La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un ricordo indurito

In Quel che resta edito da Playground Rachid O. torna a raccontare la sua infanzia già descritta in modo brillante ne Il bambino incantato
Un bambino che ama, riamato, suo padre e l'amico di suo padre che chiama zio. 
Uno zio un po' speciale e non solo perché è l'amante del padre, ma anche perché non esita a stendersi accanto al “nipote” ogni volta che se ne presenta l'occasione.
Uno zio tormentato dalla depressione tra le cui cause, sicuramente, Rachid mette anche il difficile rapporto d'amore che univa i due adulti. 
Una depressione che portò lo zio a gesti estremi.
Dello zio Rachid sente disperata la mancanza. 
Una mancanza che si è fatta presenza tormentante, dialogante: Rachid afferma di assomigliare a suo zio non solo caratterialmente, ma anche fisicamente, cosa che la dice lunga sul transfert che lo scrittore descrive nel suo ultimo libro. 
Ed è con lo zio che spesso Rachid mutamente dialoga... 

Un libro, Quel che resta, ben lontano dai precedenti: autobiografia sofferta, resoconto spigoloso, taccuino ragionato. 
Un libro in cui non si respira l'aria spensierata del bambino felice, ma l'angoscia dell'adulto che soffre; dell'adulto in cui i ricordi si sono induriti. 
Ricordi che sembrano impedire a Rachid di aprirsi agli altri, al di là di fuggevoli e occasionali incontri con ragazzi stranieri, raccontati con partecipazione e commozione (la parte migliore della narrazione).
Resta intatto l'amore di Rachid per suo padre.

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