La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Giocare con l'arte

Fino al 21 settembre 2008 è visitabile la mostra Duchamp, Man Ray, Picabia organizzata (in collaborazione con la Modern Tate di Londra) dal Museu Nacional d'Art de Catalugna (meglio noto come MNAC) di Barcellona. Si tratta di una retrospettiva dedicata ai tre massimi esponenti di DADA nella quale vengono messi in luce le collaborazioni artistiche che si crearono tra i tre amici, oltre che le rispettive influenze l'un sull'altro.
L'esposizione inizia con il mostrare al pubblico gli esordi dei tre artisti: opere piuttosto convenzionali che poco avrebbero fatto capire del valore rivoluzionario dei successivi lavori dei tre. Forse fu proprio il comune lavoro di ricerca e le reciproche (e benefiche) influenze di cui si è detto ad accelerare un processo creativo che condusse i tre verso la rivoluzione artistica di DADA.
Un'arte, la loro, basata sul gioco e sull'ironia, oltre che sul ribaltamento e sovvertimento dei luoghi comuni. Un'arte che, spesso, nasceva dagli oggetti d'uso comune resi inservibili e per ciò “osservabili” da un'altra prospettiva (quella artistica, appunto): ecco, allora, gli orinatoi rovesciati, i ferro da stiro con tanto di chiodi sul lato che dovrebbe essere liscio, lo sgabello sormontato dalla ruota di bicicletta...
L'esposizione, inoltre, mostra come i tre amici, spesso e volentieri, posassero l'un  per l'altro, in certi casi “prestando” il proprio corpo all'amico in una sorta di body art ante litteram. 
Mostra da non mancare.

Commenti