La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Svet

Ferocemente antimilitarista e cristiano Lev Tolstoj ha rappresentato in una pièce fortemente autobiografica le sue idee. Svet è il titolo di tale lavoro e in esso l'autore russo mette in scena cosa succede a volere seguire alla lettera un'idea, ovvero voler seguire letteralmente quanto scritto nel Vangelo.
Il protagonista della pièce, infatti, innamoratosi del dettato evangelico, decide di mettere in pratica gli insegnamenti del Cristo, non interpretandoli, né seguendo le interpretazioni che di quegli insegnamenti ha dato la Chiesa. Nato ricco, vuole spogliarsi dei suoi averi e aiutare gli altri, specie i contadini ridotti alla fame da un sistema sociale fortemente gerarchizzato e schiavista. Inutile dire che si troverà a dover lottare contro le Istituzioni e contro la propria famiglia: non si deve, né si può andare contro i Poteri costituiti, tale è la realtà.
A portare sulle scene tale lavoro di Tolstoj ci ha pensato il regista Marco Sciaccaluga con un gruppo di giovani e bravi attori del Teatro Stabile di Genova capitanati dal bravo e convincente Vittorio Franceschi.
Il testo è un po' lungo e a tratti può sembrare particolarmente verboso, ma la messinscena è gradevole e gli attori sono bravi e tutti in parte.
Se ne consiglia la visione.

Commenti