La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Semplicemente bravissima

Luca De Bei ha scritto Un cuore semplice ispirato da un racconto di Gustave Flaubert e ne ha curato la regia affidando la parte (si tratta di un monologo) a Maria Paiato. Il testo è il racconto della vita di una governate in pieno Ottocento: la sua infanzia misera di piccola lavoratrice, la sua giovinezza troncata da un sogno d'amore romantico non andato a buon fine, la sua maturità scandita dai lutti e la vecchiaia passata su una sedia attaccata ai ricordi per paura di perderli. Perché, anche se son brutti, i ricordi, comunque, sono belli da rivivere: tengono compagnia e hanno il potere di riportare alla luce anche le persone che non ci sono più e alle quali abbiamo voluto bene. Ha vissuto per gli altri la governante Félicité e – a dispetto del nome – la sua vita non è stata propriamente quella che si può definire una bella vita.

Maria Paiato si è calata nei panni logori della governante e ne ha interpretato tutte le età: vigorosa in gioventù, malata e stanca in vecchiaia, sola e delusa nell'età di mezzo. Ha anche – con minime variazione di toni e di voce – dato corpo agli altri personaggi. La sua bravura è stata sorprendente ed emozionante. Non ha mai strafatto, ma ha sempre tenuto un registro appropriato eppure assolutamente coinvolgente fino alla commozione.
Al termine dello spettacolo il pubblico del Teatro Donizetti ha, giustamente, applaudito a lungo l'interprete.

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