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Dulcamara regista d’amore

Ieri sera ha preso il via alla grande la stagione lirica del Teatro Donizetti di Bergamo con L’Elisir d’amore di Felice Romani e Gaetano Donizetti, per l’ottima regia di Alessio Pizzech e la direzione del Maestro Alessandro De Marchi. Nei ruoli principali c’erano una bravissima Silvia Dalla Benetta (Adina), un grande Alex Esposito (Dulcamara) e i tutto sommato mediocri Raùl Hernández (Nemorino), Damiano Salerno (Belcore) ed Elena Borin (Giannetta). Ben diretto il coro da Marina Malavasi.
Sotto lo sguardo attento di un Teatro Donizetti esaurito, è andata in scena la vicenda amorosa tra Adina e Nemorino, sapientemente orchestrata da Dulcamara. Un Dulcamara, quello voluto dal regista Alessio Pizzech e interpretato (con ottime capacità attoriali oltre che vocali) da Alex Esposito, che, alle “arti” da ciarlatano, assomma quelle del regista di una scalcinata compagnia di giro. Un regista, quello di Esposito, che sa dirigine i suoi improbabili sodali, come condurre positivamente a termine le trame amorose che coinvolgono Adina e Nemorino. 
Nel ruolo di Adina ha dato ottima prova di sé Silvia Dalla Benetta che ha fatto del suo personaggio una donna energica e volitiva (con tanto di stivali alla cavallerizza). 
Il Belcore di Salerno era un po’ troppo caricaturale, mentre il Nemorino di Hernández un po’… sfiatato.
La scena bella e funzionale di Massimo Checchetto riproduceva l’aia di una fattoria e i costumi di Cristina Aceti ricordavano gli inizi del secolo scorso. La regia, di cui si è detto qui e là, ha saputo imprimere un bel ritmo a tutta l’azione, ha maneggiato con cura il coro e ha fatto recitare i cantanti.
Scroscio di applausi al calar del sipario.

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