La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Sogno o/e realtà

Davvero bella la regia di Francesco Rosi per Le voci di dentro di Eduardo De Filippo con Luca De Filippo nel ruolo principale. Con lo scenografo Enrico Job, Rosi costruisce un mondo che è reale, ma che dà spazio anche al sogno: la scena riproduce, infatti, in modo realistico un interno (prima la cucina della famiglia Cimmaruta e poi la stanza-deposito dei Saporito), che si apre anche al sogno: all'occorrenza, infatti, possono essere visualizzati i sogni raccontati dai personaggi della pièce. Rosi, insomma, introduce l'elemento onirico in una scena realistica, accentuando il contrasto tra ciò che è sogno e ciò che è vita, ma, contemporaneamente mischiando le carte in quanto l'irrealtà del sogno viene mostrata allo spettatore nello stesso contenitore scenico che contiene anche la realtà oggettiva. Rosi, in tal modo, visualizza l'assunto del testo di Eduardo: a volte non è possibile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, perché, a volte, ciò che non è reale è realistico quanto ciò che reale invece è. Le voci di dentro, infatti, mette in scena la storia di Alberto Saporito (stupendamente impersonato da Luca De Filippo) che è tanto convinto della verità di ciò che ha sognato da andare al commissariato a sporgere denuncia per omicidio. Egli, infatti, è convinto che i suoi vicini di casa (i Cimmaruta) abbiano assassinato un suo amico. In realtà ha sognato e se ne rende conto solo dopo aver sporto denuncia... Ma il bello della pièce è che in fondo Alberto ci ha visto giusto: i suoi vicini sono dei potenziali assassini. Infatti, essi, convinti che uno della famiglia abbia davvero commesso il delitto, non esitano a organizzare l'omicidio di Alberto pur di farla franca. Assolutamente emozionante il quadro finale: Alberto, dopo aver schiaffeggiato il fratello Carlo (ottimamente impersonato da Marco Manchisi), si riappacifica con lui semplicemente prendendogli la mano e tenendola. Un gesto semplice e carico di signisicato. Oltre a Luca De Filippo e Marco Manchisi, meritano una menzione anche i bravi Antonella Morea, Anna Moriello, Gigi Savoia e Carolina Rosi.
Uno spettacolo da vedere.

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