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Paola superstar

Servono davvero poche parole per invitare alla visione dello spettacolo Gli ultimi saranno ultimi con Paola Cortellesi: lei è bravissima e il testo di Massimiliano Bruno ne mette in luce le qualità. Bella anche la regia di Giampiero Solari e Furio Andreotti: discreta e incisiva allo stesso tempo. 
Che dire di più? Non resta che specificare che, del testo, la Cortellesi interpreta tutti i personaggi, caratterizzando ognuno di loro con una parlata dialettale differente (un espediente un po' abusato in casi del genere, ma efficace quando gestito bene). Ovviamente la Cortellesi non si limita ai personaggi femminili, ma interpreta anche quelli maschili (forse con minore convinzione, in quanto rischia la macchietta. Ma, forse, è il personaggio così come è uscito dalla penna dell'autore a essere macchiettistico...). 
Assolutamente convincente nel ruolo del viado Manuela: sensuale e cinico. Da brividi, infine, nel ruolo della partoriente neo-disoccupata che minaccia gli altri personaggi armi in pugno. 
Il testo affronta una tematica scomodamente di attualità: quella dei lavoratori precari. Il punto di vista assunto è quello del precario esasperato che si ritrova in mezzo a una strada da un giorno all'altro perché il suo contratto è scaduto. L'esasperazione può condurre a gesti eclatanti che, però, non risolvono: che ne sarà, infatti, della neo-mamma con la pistola dopo che sarà uscita dal pronto soccorso? Lo spettacolo dà – indirettamente – un'unica risposta: il suo gesto sarà solo l'occasione per una trasmissione televisiva in più... 
Lunghi e meritati applausi al calar del sipario sulla replica del Teatro Donizetti.

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