Passa ai contenuti principali

Voci limpide per Cavalleria rusticana

A volte bastano poche parole per riferire un successo: il cast di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni presentato al Teatro Donizetti di Bergamo venerdì 1 dicembre era composto da cantanti che non solo hanno il dono di possedere delle belle voci limpide, ma sono anche degli attori. Le voci limpide e la dizione pulita hanno permesso agli spettatori di seguire le parole del libretto di Guido Menasci e Giovanni Targioni-Tozzetti senza bisogno di leggerle, ma semplicemente ascoltandole (un’azione che dovrebbe essere usuale e scontata, ma purtroppo non è).
A emergere nel cast sono stati sicuramente i due protagonisti: il sud-coreano Park Sung Kyu e Anna Malavasi, entrambi cantanti dal sicuro futuro. Al loro fianco i bravi Giuseppe Pizzicato, Daniela Innamorati e Gabriella Bosco. Il pubblico ha apprezzato le loro esibizioni e ha ripetutamente applaudito a scena aperta e, al calar del sipario sull’atto unico, ha tributato agli interpreti il giusto, doveroso omaggio. 
Apprezzata anche la direzione del Maestro Maurizio Dini Ciacci
Contestazioni, invece, si sono udite all’indirizzo del giovane regista Roberto Recchia: probabilmente non è stato gradito il fatto che il regista ha trasformato la vicenda in un lungo ricordo pre-morte di Turiddu. Infatti, compare Turiddu viene ferito a morte prima che il sipario-velario si alzi e rimane in scena con la camicia sporca di sangue durante tutta l’azione. Una scelta del regista che, probabilmente, non è stata gradita da tutti (e chi scrive non nasconde di essere tra coloro che non hanno gradito). 
E, forse, a rendere meno lieta la soluzione registica, hanno influito anche le videoproiezioni di spezzoni di film tratti dall’opera: l’effetto complessivo che se ne è avuto è stato quello di leggere Cavallerie rusticana come un’opera ormai datata e in qualche modo “museale”. Ovviamente non è così.

Commenti

Post più letti

Adriano Celentano raccontato da Sergio Cotti

Intervista video a Sergio Cotti autore del libro Adriano e Celentano. Un po' artista, un po' uomo edito da Arcana. Nell'intervista Cotti spiega il perché del titolo del libro e racconta quali sono, a suo avviso, le differenza tra l'uomo Adriano e il personaggio Celentano. Inoltre anticipa che alcune interviste a personaggi famosi realizzate per il volume sono state caricate interamente su YouTube e racconta della sua conoscenza personale con Celentano. Infine traccia un bilancio dei 60 anni di carriera dell'artista che ricorrono quest'anno.
Il libro di Cotti su Celentano è disponibile su Amazon

Alessandro Magno

Chi era Alessandro Magno? A tale domanda tenta di dare una risposta Hans-Joachim Gehrke nel suo libro dedicato al grande condottiero e pubblicato in Italia da Il Mulino.  Gehrke spiega ai lettori il contesto storico-politico nel quale Alessandro nacque (nel 356 a. C.) e crebbe: una Macedonia che si avviava a diventare parte della “nazione” greca grazie alle misure adottate dal padre di Alessandro, Filippo il macedone. Costui era – come allora si usava in Macedonia – poligamo e la madre di Alessandro, Olimpiade, era la sua quarta moglie.  Alessandro, su volere di suo padre, fu istruito alla greca: insieme ai fanciulli della sua età appartenenti alle famiglie illustri della Macedonia fu educato dal filosofo Aristotele, figlio del medico personale di Filippo. Tra coloro che ricevettero gli insegnamenti del grande filosofo greco vi era anche Efestione, colui che sarebbe diventato la persona più importante nella vita di Alessandro.

Il corpo nudo dello scrittore

Sono tanti gli scrittori che, anche in passato, si sono fatti fotografare completamente nudi. Ciò potrebbe sorprendere, specie se si pensa che molti degli scrittori di cui si parla erano assai famosi quando decisero di mettersi in posa senza veli. Ovvero, le loro fotografie nature non erano mosse pubblicitarie atte a renderli celebri (magari con uno scandaletto montato ad arte), ma erano scatti a persone celebri che accettavano (o chiedevano) di essere immortalate nude.