La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Povero diavolo o farabutto

Grande, grandissimo Silvio Orlando. Lo si afferma uscendo da teatro dopo averlo visto recitare in Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo per la regia sapiente e discreta di Armando Pugliese
Silvio Orlando, noto e apprezzato attore cinematografico, interprete squisito di film come Il portaborse, Palombella rossa, Sud, La stanza del figlio..., in Questi fantasmi! ha dato una magnifica prova della sua arte. Una prova che risulta ancora più vincente se si pensa che recitare in un testo del grande Eduardo vuol dire, inevitabilmente, mettersi a confronto con il Maestro. 
Orlando la prova la supera a pieni voti: vedendolo recitare non si sente neppure per un istante la mancanza di Eduardo in scena. La recitazione di Orlando non tenta mai di fare il verso a Eduardo, ma resta la recitazione di Orlando così come abbiamo avuto modo di apprezzare al cinema. 
Il Pasquale Lojacono di Orlando è un uomo che assume un'indeterminatezza e un'ambiguità marcata: mai il pubblico è sicuro del fatto che egli creda davvero alla presenza dei fantasmi nell'appartamento di 18 stanze che è stato chiamato a occupare, oppure che approfitti della situazione e voglia credere che l'amante della moglie è un fantasma. 
Una indeterminatezza e un'ambiguità che verso il finale si carica di amarezza. E la risata finale sulla quale cala il sipario lascia davvero l'amaro in bocca. Cosa esprime quella risata di Lojacono con i soldi in mano?: con quella risata afferma di essere un povero diavolo o un farabutto? 
Grande Orlando a lasciare il pubblico con la domanda sulla quale Eduardo ha costruito tutta la pièce. Questi fantasmi!, infatti, senza tale indeterminatezza sarebbe solo una esile e povera farsa. Con tale tarlo del dubbio, invece, assume un qualcosa di pirandelliano che, volutamente, si accentua con l'entrata in scena della famiglia dell'amante della moglie del protagonista: un ingresso che richiama I sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello. Nella memoria del pubblico, oltre alla scena dell'apparizione della famiglia ora citata, resteranno almeno altre due scene: quella celebre della tazzina di caffè gustata sul terrazzino e quella della “sparizione” delle 2000 lire. Scene nelle quali Orlando è stato irresistibile. Spettacolo da non perdere.

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