La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Mauri e Sturno in Delitto e Castigo

Glauco Mauri e Roberto Sturno si sono impegnati nel difficile compito di tradurre per il teatro il celebre romanzo di Fëdor Dostoevskij Delitto e castigo. Una sfida che i due attori hanno vinto, anzi, stravinto. La riduzione è ottima: il racconto coinvolge ancora il pubblico e lo inchioda alle poltrone.
Ma quel che, indubbiamente, affascina lo spettatore, ciò che lo convince che la storia è degna di essere vista è l’interpretazione dei due grandi attori: Roberto Sturno, nella parte di Raskolnikov, dà una delle migliori prove di sé e Glauco Mauri… beh, Glauco Mauri ricama. La sua caratterizzazione del giudice istruttore Petrovic è insuperabile e piena di piccoli dettagli che si sommano l’uno all’altro e vanno a creare una figura d’uomo che, sicuramente, resterà a lungo impressa nella memoria di molti spettatori. A tratti, maniacale; accanito fumatore; fintamente ingenuo, il giudice di Mauri è un misto (ma non un calco) dell’Hercule Poirot di Peter Ustinov e del tenente Colombo di Peter Falk.
Al fianco di Mauri e Sturno, spicca la brava Silvia Ajelli nel ruolo non facile della giovane prostituta Sonja.
Bella, molto bella, la scena-labirinto di Alessandro Camera (che incombe dall’alto) e buone le musiche di Arturo Annecchino.
Al calar della tela, il pubblico del Teatro Donizetti di Bergamo ha salutato gli attori con lunghi e calorosi applausi.
Spettacolo da non perdere.

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