La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Uniti in nome della Sindone

La fratellanza della Sacra Sindone di Julia Navarro, edito da Mondadori, è un romanzo molto ben architettato nel quale un’unica storia, quella della Sindone, viene seguita e narrata contemporaneamente da due punti di vista: quello contemporaneo (che vede la Sindone di Torino come una reliquia che potrebbe anche non essere autentica) e quello storico, che parte dai contemporanei di Gesù e arriva alla modernità, seguendo il percorso che portò il Mandylion di Edessa (ovvero il telo che per molti è identificabile con la Sindone) fino a Torino. 
In altre parole, il lettore, di capitolo in capitolo, può trovarsi in piena contemporaneità (precisamente nel 1997, anno dell’incendio del Duomo di Torino) o in un periodo della nostra storia post Cristo. 
Quello che accomuna tutti gli episodi, però, è la vera protagonista del romanzo: la Sindone, appunto.
Nel libro della Navarro la Sindone è al centro di un complotto bi-millenario per il suo possesso: tutti ne rivendicano la proprietà e tutti tentano di possederla, in quanto considerata vera e unica reliquia di Cristo.
Da una parte vi sono i discendenti dei primi possessori della Sindone, ovvero i discendenti di una delle prime comunità di cristiani createsi fuori dalla stretta cerchia dei discepoli di Gesù: quella che si vuole sorta a Edessa (l’odierna Urfa in Turchia) in seguito a un miracolo che il telo sepolcrale di Gesù avrebbe compiuto. 
Dall’altra ci sono gli attuali discendenti dei Templari che, per la Navarro, vennero in possesso della Sindone al tempo dell’imperatore Baldovino II, nipote di Luigi IX di Francia, re crociato (poi santificato).
In mezzo, i carabinieri che indagano sul rogo del Duomo di Torino e che sospettano che i numerosi incidenti avvenuti nel Duomo nel corso dei secoli altro non erano che dei diversivi atti a consentire il furto della Sacra Sindone. 
Ed è seguendo le indagini dei carabinieri capitanati da Marco Valoni che i vari fili della storia si intrecciano: le indagini, infatti, vengono ostacolate sia dalla confraternita di cristiani di Urfa, sia dalla confraternita dei Templari. 
E, a questo punto, sarà bene dire che la fratellanza della Sacra Sindone di cui parla il titolo del romanzo della Navarro potrebbe essere sia quella fondata dai cristiani di Edessa/Urfa, sia quella dei Templari sopravvissuti all’eliminazione dell’ordine voluta da Filippo il Bello e vissuti in clandestinità.

Il finale non si svela, così come non si svela la spiegazione che Julia Navarro dà per far combaciare la presunta (e da più parti contestata) datazione emersa dall’esame al radiocarbonio della Sindone e l’autenticità della reliquia.
In definitiva, La fratellanza della Sacra Sindone di Julia Navaro è un romanzo di piacevole lettura, molto attento alle fonti storiche, ma anche pieno di trovate di fantasia.

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