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Grace Kelly


Joanna Spencer, pseudonimo di una giornalista di origine irlandese, ha dedicato un’accurata biografia a Grace Kelly, attrice e regina, edita in Italia da Mondadori con il titolo Grace principessa disincantata.
Il libro si apre con la ricostruzione dell’ambiente in cui Grace nacque e visse i primi anni della sua vita: la famiglia Kelly, una delle più ricche e influenti degli Stati Uniti. Una famiglia il cui capostipite faceva fatica a sbarcare il lunario, ma che vide arrivare la fortuna economica grazie alle capacità imprenditoriali del padre di Grace che partì dal mondo sportivo (nel 1921 fu medaglia d’oro alle Olimpiadi del Belgio), per approdare all’edilizia, diventando il costruttore più importante della costa orientale degli Stati Uniti. «Quando, il 12 novembre 1929, nasce Grace, Jack Kelly è già miliardario e il crollo della Borsa, che ha appena colpito l’America, non lo sfiora quasi per nulla».
Grace venne educata come una qualsiasi ragazza della buona società anche se, soffrendo di alcune allergie, le furono negate una serie di attività nelle quali, invece, erano coinvolti i fratelli: era considerata da tutti una ragazza un po’ fragile e delicata.
Il desiderio di fare l’attrice sbocciò subito forte e, finito il liceo nell’estate del 1947, Grace, grazie all’interessamento dello zio George Kelly, premio Pulitzer nel 1925, ottenne un’audizione all’American Academy of Dramatic Arts di New York. L’audizione ebbe esito positivo e la giovane Grace si trasferì a New York per seguire le lezioni di recitazione. In quella città Grace sbocciò e divenne sicura di sé. La sua altera bellezza la impose all’attenzione del jet set e ben presto i cronisti dei giornali iniziarono a interessarsi ai suoi flirt. Tra le sue storie ve ne fu una davvero importante: quella con il giovane scià di Persia Reza Pahlavi che si innamorò di lei, ricambiato. Ma per la contrarietà della famiglia, Grace fu costretta a interrompere la relazione. Stessa sorte toccò anche alla storia con il principe Alì Khan, figlio dell’agha khan.
Intanto Grace si fece notare anche come attrice e dal 1950 al 1953 partecipò a oltre 50 produzioni televisive, fino a quando divenne una star grazie al film Mezzogiorno di fuoco. Sui set nei quali fu impegnata era capace di stringere legami d’amicizia molto forti e destinati a durare tutta la vita: celebri quelli con Clark Gable e Ava Gardner.

Ad ogni modo, la vera svolta alla carriera di Grace Kelly la diede un grande maestro del cinema che la elesse a propria attrice di riferimento: Alfred Hitchcock, sotto la regia del quale Grace interpretò ruoli di protagonista in film indimenticabili, come Il delitto perfetto (1954), La finestra sul cortile (1954) e Caccia al ladro (1955). La fama che tali film le procurò fu enorme, tanto che all’epoca iniziò a girare una battuta che rende bene l’idea del successo cui Grace era giunta: «Tutti gli uomini sognano di passare la notte con Marilyn Monroe, ma tutti sognano di passare la vita con Grace Kelly».
«Guidata da Hitchcock» ricorda la Spencer «l’attrice buca letteralmente lo schermo, diventando un simbolo di quella che lui chiama “eleganza sensuale”» e lei «quasi non si rende conto di stare imponendo un nuovo tipo di femminilità e di recitazione».

Grace Kelly diventò una diva internazionale tanto famosa che quando venne annunciato il suo fidanzamento con il principe Ranieri di Monaco, negli Stati Uniti quasi tutti sapevano chi era l’attrice, ma pochi chi era il principe. La biografia della Spencer racconta i retroscena di come fu organizzato il primo incontro tra la star e il giovane principe, e di come il fidanzamento fu tenuto segreto a tutti fino all’annuncio ufficiale. Da quel momento in poi, iniziò per Grace quella che per tutti fu una bella favola.
In realtà la Spencer racconta molti dettagli della vita di Grace da regina, dettagli non proprio tipici della fiaba, tanto che, per l’autrice, Grace e Ranieri ebbero più di un momento difficile nella loro unione. Anzi, per la Spencer, vi fu un vero e proprio allontanamento tra i due, tanto che per un determinato periodo, quando ormai i tre figli nati dalla loro unione erano già adulti, Grace visse a Parigi, mentre Ranieri rimase nel Principato di Monaco. E fu in quella occasione che Grace confidò a una amica che avrebbe voluto divorziare, ma che non lo avrebbe fatto per amore dei tre figli che, in caso di divorzio, per la legge monegasca, sarebbe stati affidati al padre. L’amore di madre fu, dunque, più forte del dissidio con il marito.
L’allontanamento dal marito favorì anche la ripresa dell’attività d’attrice: Grace, lontano dal Principato di Monaco, si impegnò in piccoli recital e in partecipazioni a documentari. Un periodo di apparente felicità, forse dovuta anche a una relazione extra-coniugale con un giovane regista. Un periodo spensierato che si interruppe tragicamente: il 13 settembre 1982, mentre si trovava alla guida della sua auto, la principessa ebbe un ictus e perse il controllo del veicolo. L’auto – nella quale viaggiava assieme alla figlia Stéphanie – precipitò in un burrone della Costa Azzurra. Grace non si risvegliò più dal coma e spirò il giorno successivo.

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