La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

L’Alessandro Magno di Pietro Citati

Alessandro Magno aveva l’abitudine di tenere il collo lievemente inclinato verso sinistra, come chi indugia riflettendo intorno a se stesso o a qualcosa. 
Così inizia il racconto-biografia che Pietro Citati dedica ad Alessandro Magno e che Adelphi ha ripubblicato recentemente (il testo era apparso nel 1974). Si tratta di un saggio breve (una sessantina di pagine) davvero bello e che vale la pena non lasciarsi sfuggire, anche perché al dato biografico vero e proprio, Citati unisce una sapienza narrativa e una sensibilità sue proprie. 
Ecco, allora, che Citati può guardare ad Alessandro sia dal punto di vista di uno dei tanti biografi del grande condottiero, sia da quello del narratore della vita avventurosa di un ragazzo che 
Se si fosse accontentato di leggere libri, ora […] sarebbe soltanto uno di quei bellissimi giovani morti anzi tempo, ai quali Kavafis dedicò le sue lievi lapidi d’aria. 

E, forse, fu proprio per aver letto e sognato di loro che Alessandro ebbe il desiderio di emulare le gesta dei suoi modelli di riferimento: il dio Dioniso, il semidio Ercole, l’eroe Achille e il sovrano Ciro il Grande di Persia. Ecco, allora, che Citati spiega al lettore in cosa la vita di Alessandro fu simile a quella dei propri modelli, mettendo in rilievo come le contraddizioni che emergono nella biografia di colui che è stato definito il più grande condottiero di tutti i tempi siano da imputare al fatto che in un dato momento Alessandro stesse seguendo un modello, piuttosto che un altro. 
A volte – e non era raro – i modelli di riferimento potevano convergere in un’unica azione, come quando, giunti nei pressi di quella che era stata la città di Troia, Alessandro e il suo adorato compagno Efestione sacrificarono sulle tombe di Achille e Patroclo, prima di iniziare la campagna contro Dario III (e non è difficile unire in questa azione rituale ben tre modelli: Achille, appunto; Dioniso – il dio al quale Alessandro era più devoto e che arrivò con i propri fedeli fino in India – e Ciro re di quella Persia contro la quale Alessandro muoveva il suo esercito di macedoni).
Completa il volume di Adelphi l’interessante scelta di testi a cura di Francesco Sisti che presenta al lettore un Alessandro così come è stato raccontato dagli storici antichi (e si tenga presente che a noi sono giunti solo i libri di quegli storici che raccontarono i fatti per averli letti in altri libri, non certo per averli vissuti in prima persona come fecero i primi storiografi di Alessandro che facevano parte del suo seguito e i cui libri ci sono giunti sono per frammenti).

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