La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Giulietta al centro del cerchio magico

Ci vuole coraggio a portare a teatro un “testo” visionario come è Giulietta degli spiriti di Federico Fellini. Ci vuole coraggio anche se non si è partiti, per la trascrizione scenica, dal film, ma dal libro (Giulietta, appunto) scritto anch’esso da Federico Fellini. Ci vuole coraggio non solo per la visionarietà delle immagini del grande maestro del cinema, ma per la grande, sublime interpretazione attoriale di Giuletta Masina
Tale coraggio l’hanno avuto il regista Valter Malosti e l’attrice Michela Cescon (Premio della Critica teatrale 2004 proprio per Giulietta) che propongono al pubblico dei teatri la versione che Vitaliano Trevisan ha tratto dal libro.
Nella versione firmata da Malosti al centro del palcoscenico c’è l’attrice ingabbiata (imprigionata) nel suo costume di scena: un’ampia gonna-tendone da circo ben arpionata alle tavole del palcoscenico dalla quale racconta in prima persona le visioni di Giulietta. Lo fa dal punto di vista di Giulietta-bambina: la Giulietta degli spiriti di Malosti-Cescon, seppur donna fatta, sposata e cornificata dal marito, ha mantenuto una freschezza e ingenuità che è tipica delle bambine. 
Forse proprio per questo ella è in grado di vedere gli spiriti che le si manifestano e le parlano, consigliandola sul da farsi. E forse, proprio perché Giulietta ha mantenuto il candore delle fanciulle, la rivelazione fattale da uno spirito del tradimento del marito ha il potere di “toglierle la terra da sotto i piedi” al punto dal condurla al suicidio. 
Nell’interpretare questa Giulietta-bambina, Michela Cescon dimostra di essere una brava attrice: sempre fissa nel punto centrale del suo tendone da circo (che è anche e soprattutto un cerchio magico delle apparizioni), l’attrice, per rendere il doloroso travaglio interiore del suo personaggio, punta tutto sulla voce, aiutandosi con movimenti delle mani e delle braccia e torsioni del busto. 
Bella anche la regia di Valter Malosti tutta tesa a esaltare le capacità interpretative della sua attrice, grazie anche a un sapiente gioco di luci e un altrettanto sapiente uso dei “rumori di fondo” (una sorta di colonna sonora cinematografica).

Commenti