La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Dura la vita di due cowboy innamorati

Gente del Wyoming di E. Annie Proulx, Baldini & Castoldi.
E. Annie Proulx in Gente del Wyoming racconta la storia d’amore che unisce per vent’anni due cowboy, Jack ed Ennis. 
I due si conoscono durante un lavoro estivo, si amano, si perdono di vista per quattro lunghi anni durante i quali entrambi si sposano e generano dei figli, si ricongiungono per vedersi e amarsi per pochi giorni l’anno (una vacanza dalla loro vita grama e piena di preoccupazioni). 
L’amore che infiamma i loro cuori non può vivere libero per una serie di ragioni: la società non accetta che due uomini si amano (men che meno se essi sono due cowboy) ed è pronta a por fine alla “devianza” anche per mezzo dell’uso della violenza; entrambi si sono sposati (con donne che, presumibilmente, non amano e dalle quali non sono amati) e hanno dei figli (e, dunque, lasciare tutto non se ne parla) e, infine, entrambi accettano poco il loro essere omosessuali, tanto che parlano solo raramente della loro unione. Jack è, dei due, il più “consapevole” e, infatti, lascia intendere all’amico che è stato anche con altri uomini… 

E, forse, la “libertà” di costumi che dimostra (ovvero il non aver vissuto le esperienze omosessuali con altri in posti remoti, lontano dalla società, così come ha sempre fatto quando si è congiunto con Ennis) lo condurrà a una morte violenta e prematura (almeno questa è la “verità” che si racconta Ennis quando viene a sapere dell’incidente occorso all’amico).
La Proulx racconta la storia dei due cowboy con un linguaggio spesso crudo, anche se la sua prosa è accattivante, seppur, a volte, un po’ troppo attenta alla descrizione della natura circostante, con il rischio di allontanarsi troppo dai due uomini. In alcuni passaggi l’autrice non risparmia dettagli di natura sessuale, in altri, invece, diventa ambiguamente allusiva. 
In definitiva, ad ogni buon conto, ciò che narra è una storia d’amore struggente, autentica che ha unito per sempre due uomini forse non attrezzati culturalmente per capire e accettare appieno il loro destino.

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