La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

L’enigma della pietra

Costanzo Costantini, L’enigma della pietra. Conversazioni con Igor Mitoraj, Il Cigno.
Personalmente, inserisco Igor Mitoraj nell’elenco degli artisti più significativi e comunicativi tra quelli di cui ho avuto modo di ammirare le opere. Le sue sculture, sia quelle in formato gigante, sia le altre, sono riconoscibili a prima vista, essendo frutto di una esperienza artistica personalissima. La sua ispirazione risente in pari misura – almeno a giudicare dall’esterno – dell’arte classica e di quella contemporanea. Ed è all’uomo di oggi che Mitoraj parla, o meglio, trasmette delle emozioni. Emozioni spesso venate da una certa inquietudine: i volti completamente bendati, i corpi mutilati o screpolati e le teste mozzate rimandano sì a una statuaria di provenienza archeologica, ma, ancor di più, alla condizione dell’uomo moderno, scisso e impotente di fronte alla barbarie trionfante.
Costanzo Costantini ha intavolato con Igor Mitoraj una serie di conversazioni che sono state riversate nel libro L’enigma della pietra, nel quale sono anche presenti alcuni capitoli di riflessione e di ricostruzione storica scritti dal critico. Il libro, in tal modo, risulta composito: da una parte le analisi di Costantini (a volte di non immediata lettura) e dall’altra lo scambio dialogico tra il critico e lo sculture (la parte, sicuramente, più interessante del libro).
Curiose e importanti le affermazioni di Mitoraj a proposito della propria e altrui scultura e del proprio modo di affrontare il lavoro quotidiano da artista («Soltanto dopo un lavoro massacrante, riesco a raggiungere dei risultati»). 
Ad esempio, relativamente al fatto che molte delle teste di Mitoraj hanno delle bende, l’artista afferma: 
Il bendaggio simboleggia per me una sorta di protezione da una realtà che sin dagli anni giovanili mi si prospettava quanto mai ostile. È per me un simbolo di sopravvivenza. 
E, ancora, sollecitato dal critico a spiegare il perché la sua carica erotica si esplichi soprattutto nelle sculture che riproducono il corpo virile o quelli di donne mascoline, Mitoraj specifica: 
Per me l’eros è un concetto dal sesso indefinito, come la bellezza, è un modo d’essere in un dato momento. Non lo si può dividere in femminile o maschile: è come la vita, come l’aria.
Un libro, quello di Costantini, che aiuta quanti già amano Mitoraj a comprenderlo meglio e lo presenta degnamente a chi non lo conosce ancora.

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