La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un dolore che commuove poco

Libro composito quello di Walter Siti: Un dolore normale è, infatti, un romanzo che parla di una storia d’amore, quella di Walter per Mimmo, ma soprattutto di Mimmo per Walter; ma anche un romanzo che parla della scrittura di un romanzo (quello di Walter che ha per oggetto la relazione tra Walter e Mimmo) e, infine, un romanzo che contiene alcune poesie d’amore (quelle che Walter scriveva per Mimmo). 
Per aiutare il lettore a districarsi tra i vari “soggetti” del libro, l’autore utilizza vari caratteri tipografici. In questo modo, il lettore, può leggere di un fatto varie versioni: ad esempio, quella “oggettiva” di come il tal fatto si sarebbe svolto e, in parallelo, quella “soggettiva” rielaborata per fini artistici.
Va detto, con tutta onestà, che Un dolore normale non pare essere un romanzo “ispirato”, forse proprio per la compresenza delle diverse versioni della storia: si ha l’impressione di essere di fronte a un plot narrativo troppo costruito e razionalizzato che impedisce al lettore di lasciarsi andare completamente e “vivere” appieno il racconto.
In definitiva, Siti fa troppo spesso appello alla parte intellettiva del fruitore, piuttosto che a quella emotiva, cui, invece, dato l’epilogo fortemente drammatico della vicenda, avrebbe dovuto costantemente sollecitare.
Belle le parti descrittive dedicate al sesso sadomasochistico vissuto, per un breve periodo, da Walter e Mimmo.

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