La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Ritratti di Wilde

Nel volumetto di Oscar Wilde, Autobiografia di un dandy (collezione di articoli mai riuniti in volume in Italia), si leggono vari e gustosi scritti di Wilde (molti sulla letteratura e sul teatro, molti altri di "costume"), ma ai lettori esso potrebbe interessare, oltre che per essere un libro di Wilde, anche per l'ottima Introduzione scritta da John Wyse Jackson, nella quale sono riportati per intero due articoli scritti da chi ha potuto conoscere Wilde personalmente: il primo, pubblicato su "Bruno's Weekly" del 22 gennaio 1916, intitolato Storia della vita di Oscar Wilde e della sua esperienza nel carcere di Reading scritta dal suo guardiano (veramente toccante anche perché dà un'immagine di Wilde depresso e senza speranza, umiliato e privo di verve), e l'altro (scritto quando Wilde era Wilde) pubblicato due mesi prima del suo arresto su "The Sketch" e scritto da Gilbert Burgess, un articolo scintillante, che termina così (il primo a parlare è Wilde):
"Sono certo che lei abbia davanti a sé un grande futuro letterario."
"Che cosa glielo fa pensare?" chiesi, arrossendo di piacere a quella predizione.
"Lei mi sembra così scadente come intervistatore. Sono certo che scriva versi. E senza dubbio mi piace molto il colore della sua cravatta. Arrivederci"

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