La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La Vita che verrà

E.M. Forster, La vita che verrà, in E.M. Forster, I racconti, Milano, Garzanti, 1991, alle pp. 201-438, trad. it. Marcella Bonsanti.

Uscito postumo nel 1972 La vita che verrà è un libro di racconti di Forster (1879 - 1970) nel quale si ritrovano i temi prediletti dall'autore di Maurice:
  • la sottile presa in giro del razzismo e del classismo della società inglese della prima metà del Novecento;
  • la difesa della Natura dall'avanzare distruttivo del Progresso;
  • la presenza, nel Destino umano, del Mistero e del Soprannaturale;
  • l'Amore omosessuale vissuto a volte come liberatorio, più spesso con rimorso e angoscia, quasi sempre con risvolti tragici, anche se l'unione sessuale tra due uomini è sempre giudicata dall'autore come qualcosa di naturale.

Per quanto riguarda l’amore omosessuale descritto nei racconti, va detto che, per esempio, in L'Obelisco (a mio avviso il racconto migliore, per il finale geniale e ironico) esso non è mai descritto, né ventilato, durante la relazione della gita dei due coniugi protagonisti: balza con tutta evidenza alla fine e in un modo davvero inaspettato…
In L'Altra nave, invece, l’eros omosessuale viene descritto in un caso particolare: quello che unisce due ragazzi appartenenti a classi sociali e razze differenti con tanto di sensi di colpa da parte del ragazzo inglese (bianco) che non si perdona sia di essersi congiunto con un altro uomo, sia di averlo fatto con un ragazzo meticcio e di condizione sociale inferiore. Il finale è tragico.
In Il Monile, invece, l’eros tra due uomini è quanto di più schietto ci sia in una società medioevale dove l’eros e il divertimento vengono vietati. Il monile del titolo è quello che un barbaro dona (in segno di amore) al ragazzo cristiano con il quale si è appena congiunto carnalmente, ma, per una serie di circostanze che non si raccontano esso viene fatto passare come un segno di aderenza al cristianesimo dato dal barbaro stesso alla sorella-aspirante santa del ragazzo di cui sopra (ironia tipica di Forster!)…
In Arthur Snatchfold, il sesso tra uomini (di età diverse) è liberatorio, anche se per il ragazzo che dà il titolo al racconto esso avrà conseguenze legali (nell’Inghilterra descritta da Forster l’amore omosessuale era illegale). In tale racconto c’è una presa di posizione esplicita contro il divieto legale dell’omosessualità e l’intromissione dello Stato negli affari intimi degli adulti consenzienti.
In La vita che verrà, infine, l’amore omosessuale è frutto di un equivoco: il re della tribù che un giovane e bel missionario vuole convertire, lo scambia per l’amore che si deve al prossimo! (altra ironia tipica di Forster!). Anche in questo racconto il finale è tragico.

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