La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La città dei Kataklò

Kataklopolis per la coreografia di Giulia Staccioli, con: Davide Agostini, Paolo Bucci, Ilaria Cavagna, Maurizio Colucci, Tiziana Di Pilato, Irene Germini, Valentina Marino, Daniela Vergani e Marco Zanotti. Ex chiesa di S. Agostino a Bergamo, 19 giugno 2004.

Risale al 1998 la prima di Kataklopolis spettacolo dei Kataklò - Athletic Dance Theatre, formazione artistica fondata nel 1995 da Giulia Staccioli, campionessa olimpionica di ginnastica ritmica ed ex componente dei celebri Momix e dal marito Andrea Zorzi e formata da atleti italiani provenienti dal mondo dello sport olimpico. Kataklò in greco significa "ballo piegandomi e contorcendomi" e bene indica il tipo di balletto che gli atleti presentano al pubblico internazionale: una danza altamente spettacolare per la presenza di acrobatismi e salti mortali.

Kataklopolis racconta, con garbo e ironia, la vita di una città moderna, presentando una serie di sketch che colpiscono il pubblico per l'alta componente ginnica delle esibizioni e li fa sorridere per l'ironia sempre presente alla base del racconto (e, lo si dice con positività, l'arte dei Kataklò ricorda l'arte circense e la danza di strada dei ghetti di New York).

A Kataklopolis vivono impiegati sempre di corsa; vigili urbani alle prese con il traffico; fidanzatini litigarelli al parco; gang di bad boys; operatori ecologici; sinuose ladre di appartamenti; e operai al lavoro in un cantiere edile (il pezzo in assoluto più applaudito dal pubblico per la forza visiva delle figure acrobatiche fatte su una struttura verticale utilizzata dagli atleti in tutte le direzioni).
Uno spettacolo coinvolgente e meritevole dell'ovazione che il folto pubblico bergamasco ha voluto tributargli.

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