La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

La Parsons Dance Company a Bergamo

Non basterebbe affermare che sono dei bravissimi danzatori. Non servirebbe a molto dire che la Parsons Dance Company è tra le compagnie di danza più celebri del mondo. Forse inizierebbe ad avvicinarsi al vero colui che scrivesse che i ballerini che fanno parte del gruppo sono assolutamente strepitosi. Ma, e lo si afferma colmi di stupore, ciò aiuterebbe poco chi si accingesse a descrivere l'incredibile maestria dimostrata dai danzatori in alcune loro performance. 
Maestria e virtuosismo che emozionano lo spettatore. Come definire altrimenti se non emozione allo stato puro quella che si prova durante l'esecuzione di Caught, la coreografia più celebre di David Parsons? Vedere il danzatore, impegnato in un assolo, "volare" per il palcoscenico del Teatro Donizetti ha emozionato il pubblico bergamasco al punto che il balletto si è svolto tra gli applausi e le urla di giubilo, per concludersi in una vera e propria ovazione. 
Va detto che oltre alla capacità tecnica dei ballerini, supportata da una preparazione atletico-acrobatica; oltre alla bravura indiscussa di David Parsons come coreografo e maestro di danza, va dato un giusto peso a Howell Binkley che con le sue luci esalta, e si vorrebbe dire completa, ogni singolo "gesto" dei danzatori. Gesti che assumono la forza visiva dei dettagli cinematografici scolpiti come sono dalle luci su uno schermo-fondale nero (ma a volte di colori vivi e brillanti). Gesti che creano figure nuove grazie all'unione dei corpi impegnati in movimenti di scioltezza assoluta. Corpi che esprimono una trascinante gioia di vivere e di ballare, unita a una spruzzata di ironia che certo non guasta, ma, anzi, risulta gradita al pubblico che sorride volentieri alle trovate spiritose del coreografo.
Al calar del sipario il pubblico si è profuso in un applauso tanto caloroso e convinto che il sipario si è riaperto e la compagnia ha concesso un bis che ha incantato gli spettatori. Peccato che la Parsons Dance Company è rimasta a Bergamo per un sol giorno.

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Emozione allo stato puro, di Danilo Ruocco, in «Il Nuovo Giornale di Bergamo», 26 febbraio 2004.

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