La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Una danza di maschi e femmine del Sud

Cantata. Coreografie di Mauro Bigonzetti. Compagnia Aterballetto. Musiche originali e della tradizione popolare napoletana eseguite dal vivo dal gruppo musicale Assurd. Costumi di Melena Medeiros. Visto al Teatro Donizetti di Bergamo il 20 gennaio 2004.
Cantata
è uno spettacolo di danza moderna che si avvale dell’'esecuzione dal vivo delle canzoni napoletane che fanno da colonna sonora alla storia narrata dalle coreografie di Mauro Bigonzetti. Il contrasto tra le canzoni e la danza moderna di Bigonzetti è notevole ed è una delle cause della bellezza dello spettacolo: da una parte, infatti, le voci suggestive e d'’altri tempi del gruppo musicale Assurd (composto dalle bravissime Cristina Vetrone, Lorella Monti, Enza Pagliata e Enza Prestia) e dall’'altra i movimenti coreografici eseguiti in modo meraviglioso da tutti i danzatori di Aterballetto. 
La storia narrata è semplice ed è una storia di “maschi” e “femmine” del Sud, con la virilità degli uni e la coralità e naturale sensualità delle altre. Maschi e femmine che si incontrano, si scontrano e si amano. Unica nota negativa dell’'atto unico, per il cattivo gusto del tema, è stato il siparietto recitato tra due danzatrici: le due si chiedevano, infatti, chi dei danzatori maschi puzzasse di sudore... Fortunatamente il siparietto (che non ha legami stretti con la storia principale, ma è una sorta di teatro nel teatro) è durato poco e si è mutato subito in danza, una danza coinvolgente se non, addirittura, trascinante. 
Da notare anche i bei costumi di Melena Medeiros (che si rifanno all'’abbigliamento anni Cinquanta) e la regia luci di Carlo Cerri, fondamentale per uno spettacolo immerso nella penombra. 
Al calar del sipario il pubblico in sala è esploso in un applauso lungo e insistito con ripetute richieste (inevase) di bis.

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