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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri, soggetto e sceneggiatura di Elio Petri e Ugo Pirro. Con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Salvo Randone. Italia, 1970.
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
è un vero capolavoro della cinematografia nazionale con una interpretazione assolutamente strepitosa di Gian Maria Volonté nel ruolo del capo della squadra omicidi che, nel giorno della sua promozione a capo dell’'ufficio politico, uccide l’'amante e lascia intenzionalmente una serie di prove a suo carico sul luogo del delitto. I colleghi chiamati ad indagare sul caso, per servilismo, fingono di ignorare che gli indizi conducono al loro capo e indirizzano le indagini verso altre persone. 
Sarà lo stesso omicida a confessare al proprio superiore e ai colleghi il delitto e il suo movente (l’'amante lo umiliava in continuazione, tra l’'altro dandogli del bambino e del sessualmente inesperto), ma questi, per evitare uno scandalo che si abbatterebbe sull'’intero corpo di polizia proprio nel momento in cui è maggiormente impegnato a reprimere la contestazione sessantottina, lo costringono, in un tribunale privato, a confessare la propria innocenza.
Film quanto mai attuale: racconta il delirio d'’onnipotenza che può manifestarsi in coloro che gestiscono il potere, facendo loro credere di essere al di sopra di ogni moralità e di ogni legge.
Si è detto della strepitosa interpretazione di Volonté che passa dal drammatico al grottesco con una facilità prodigiosa, restando sempre “in ruolo” e creando un personaggio indimenticabile. Gli altri interpreti (dal primo all'’ultimo) sono tutti molto bravi e affiatati; la regia è ottima e inconfondibile la colonna sonora di Ennio Morricone
Il film ha vinto nel 1970 il Premio Oscar come Miglior film straniero, il David di Donatello come Miglior film e Miglior attore protagonista e il Nastro d’Argento nel 1971 per la Miglior regia. 
Il DVD del film è stato pubblicato da «La Repubblica» e «L’'Espresso» nella collana “Cinema Italiano” con il n. 36. I contenuti speciali sono, come tutti quelli della collana, piuttosto deludenti.

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