La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Il corpo può anche essere un tempio...

Il Tempio (The Temple) di Stephen Spender, ES
Romanzo autobiografico quello di Spender (1909-1995): scritto come fosse un diario, narra l'iniziazione sessuale (e non solo) del giovane scrittore inglese Paul che è mezzo ebreo e omosessuale. 
Paul si reca in Germania per una vacanza e vi scopre il sesso: prima con un ragazzo e, la mattina seguente, con una ragazza. 
La Germania, per gli inglesi pre-secondo conflitto mondiale, era vista come il paese dove tutto era possibile, dove non esisteva inibizione e i ragazzi erano disponibili alle avventure sessuali.
Paul visiterà la Germania una seconda volta: durante la scalata al potere dei nazisti. Non sarà più un viaggio “epico” come lo era stato il primo, ma si rivelerà, invece, piuttosto sgradevole.
Il titolo del libro allude al fatto che i tedeschi curavano il loro corpo come fosse stato un tempio, facendo parecchio esercizio fisico e restando molto all’aria aperta. 
Il tempio, però, rimanda anche al fatto che la maggioranza dei personaggi del romanzo è di religione ebraica (con tutto quello che questo significa).
Si riconoscono nella narrazione, oltre a Spender stesso, anche gli scrittori Auden e Isherwood e il fotografo List.

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