La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un goliardico spettacolo di danza

Piccoli odori. Da un’idea di Luca Azzarone. Coreografie di Eugenio De Mello. Musiche popolari brasiliane. Interpreti: Roberto Lalli e Andrea Mei. Disegno luci: Eugenio De Mello e Dalibor Kusmanic.
I due interpreti entrano in scena con i loro vestiti quotidiani. Si dirigono verso una quinta e iniziato a spogliarsi. Poi si vestono, ma questa volta degli abiti di scena. Infine si spostano al centro del palcoscenico dandosi le spalle l’un l’altro. Al completo silenzio che ha regnato finora, si aggiunge un breve momento di buio totale. Poi di nuovo la luce e i due attori/danzatori iniziano ad annusarsi: prima ognuno annusa se stesso (le ascelle, le braccia, i piedi, il sesso), poi l’uno annusa il corpo dell’altro (e la musica, prima data solo dall’atto dell’annusarsi, ora diventa un ritmo brasiliano lievemente sincopato). 

I due, ora, si stanno producendo in un parodistico “passo a due” che si innesta perfettamente nell’intento goliardico dell’intero spettacolo: come riuscire a far ridere il pubblico con uno spettacolo di danza (ad ogni passo “canonico”, corrisponde “un’annusata” del partner…). 
Al termine della performance, i due attori/danzatori si dirigono verso la stessa quinta dell’inizio, si tolgono i costumi di scena e ri-indossano i loro panni quotidiani.
Uno spettacolo breve (un atto unico, si direbbe nel mondo della prosa) che colpisce per la simpatia della proposta e che andrebbe vivamente consigliato a coloro che non si accostano alla danza (sia quella contemporanea, sia quella “classica”), per la paura (e il pregiudizio) che si tratti di un’arte un tantino noiosa e poco comunicativa (ovvero la presunta difficoltà di interpretazione del gesto).

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