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Un testo che ha ancora molto da dire

Anima nera in Tutto il teatro di Giuseppe Patroni Griffi, Mondadori, edito nel 1999 a cura di Paolo Bosisio (dalla pag. 113 alla pag. 167).
Si tratta di un testo portato sulle scene da De Lullo, regista della Compagnia dei Giovani (un pezzo di storia del Teatro) nella stagione di prosa 1959/60. 
Letto oggi, conserva ancora una notevole modernità, al di là di certe "sfumature" linguistiche datate e di un finale un po' troppo dolciastro e irreale, forse già per quei tempi. 
Protagonista della pièce (l'anima nera del titolo) è Adriano "un giovane sulla trentina, veramente bello: è italiano dal più piccolo lineamento del viso fino ai peli" (cito dalla didascalia iniaziale). Adriano ha conosciuto una ragazzina di buona famiglia e, innamoratissimo, l'ha subito sposata. 
Adriano, però, nasconde un passato che si ripresenta imperioso alla porta di casa subito dopo il viaggio di nozze: arriva, infatti, a Roma, da Torino, la sorella di un suo ricco amico (un "eccentrico", un "degenerato" un "rammollito", insomma, un omosessuale così come venivano etichettati negli anni Sessanta) che rivendica per sé l'eredità del fratello scomparso che, invece, è toccata proprio ad Adriano...
Non vado oltre, ma consiglio una lettura. 

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