La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un testo che ha ancora molto da dire

Anima nera in Tutto il teatro di Giuseppe Patroni Griffi, Mondadori, edito nel 1999 a cura di Paolo Bosisio (dalla pag. 113 alla pag. 167).
Si tratta di un testo portato sulle scene da De Lullo, regista della Compagnia dei Giovani (un pezzo di storia del Teatro) nella stagione di prosa 1959/60. 
Letto oggi, conserva ancora una notevole modernità, al di là di certe "sfumature" linguistiche datate e di un finale un po' troppo dolciastro e irreale, forse già per quei tempi. 
Protagonista della pièce (l'anima nera del titolo) è Adriano "un giovane sulla trentina, veramente bello: è italiano dal più piccolo lineamento del viso fino ai peli" (cito dalla didascalia iniaziale). Adriano ha conosciuto una ragazzina di buona famiglia e, innamoratissimo, l'ha subito sposata. 
Adriano, però, nasconde un passato che si ripresenta imperioso alla porta di casa subito dopo il viaggio di nozze: arriva, infatti, a Roma, da Torino, la sorella di un suo ricco amico (un "eccentrico", un "degenerato" un "rammollito", insomma, un omosessuale così come venivano etichettati negli anni Sessanta) che rivendica per sé l'eredità del fratello scomparso che, invece, è toccata proprio ad Adriano...
Non vado oltre, ma consiglio una lettura. 

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