La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un romanzo 'datato'

Ho letto Il mondo senza di me di Marco Mancassola mosso dal ricordo del di lui racconto Luca tende la mano compreso nell'antologia Men on men (Mondadori), che considero uno dei migliori dell'antologia stesa.
Forse il ricordo del racconto non ha giovato al romanzo: ho avuto una delusione, in quanto, a mio avviso, così come il racconto è innovativo, il romanzo rivela essere "stanco" e piuttosto datato; mancante di un'idea "forte". 
Inoltre, la netta divisione in due (nella prima parte si racconta la storia di Ale; nella seconda quella di Ettore) dà una sgradevole sensazione di non finito: sia la prima parte, sia la seconda, non sono concluse e ci si chiede il perché l'autore abbia voluto raccontare prima la storia dell'eterosessuale Ale e, poi, quella dell'omosessuale Ettore senza dare mai un finale (anche "aperto", ma finale). 
Entrambe le storie parlano di un ragazzo che si sente inadeguato di fronte alla vita e che non ha un amore con cui condividere le proprie gioie e i propri dolori. 
Carina l'idea che i due incrocino le proprie storie in quanto condividono un appartamento, ma lascia un po' stupiti che nel testo compaia solo il giudizio espresso da Ale nei confronti di Ettore ("finocchio") e del sesso tra uomini ("qualcosa di fuori posto, profondamente innaturale, quasi come un incesto", p. 69 ed. Mondadori) e non anche un parallelo giudizio di Ettore su Ale e sul sesso tra uomini e donne (dato, a questo punto, come l'unico naturale). 
Si ha l'impressione che il romanzo (ma forse sarebbe meglio definirlo "due racconti brevi in forma di romanzo") sia stato scritto per un pubblico sessualmente schierato: quello etero.
Tra le parti "datate" del romanzo cito il viaggio in Olanda di Ettore, troppo simile a quello di tanti romanzi nei quali c'è un viaggio in Olanda.

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