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Una scena che nessuno voleva girare

Intervista di Danilo Ruocco a Luca Borromeo che, con Marco D'Amore, ha girato una scena di bacio gay nel film Drive me home di Simone Catania. Protagonisti della pellicola sono Marco D'Amore e Vinicio Marchioni.

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Un narratore potente

Può capitare che, dopo un esordio letterario brillante, il secondo libro di uno scrittore possa risultare piuttosto deludente. Non è questo il caso: se con Scacco in quattro mosseStefano Mecca era riuscito a convincere anche i lettori più esigenti, ora, con Kiwi metallizzato, conferma di essere un narratore potente.
Mecca, a tutti gli effetti, è uno di quegli scrittori in grado di prendere i lettori per mano e portarli dove vuole. E lo fa raccontando una storia coinvolgente fin da subito, al centro della quale ci si sono personaggi atipici.
Beatrice, protagonista e voce narrante, infatti, è una ragazza di 23 anni con un corpo decisamente infelice.  Un corpo che non le piace e che le crea imbarazzo.  Un corpo che nessun ragazzo ha mai posseduto...
I genitori di Beatrice, poi, non sono da meno nella loro atipicità: essi, infatti, vivono una relazione coniugale nella quale i ruoli di genere sono invertiti: suo padre passa la vita in cucina e sua madre è (lo si scrive volutamente al maschile) un…

Recitare all'estero per i bambini

Intervista di Danilo Ruocco a Giuseppe Cardascio e Salvatore Varvaro vincitori del Red Mood Festival di Mosca.

12 anni schiavo | Il film

12 anni schiavo di Steve McQueen tratto dalla biografia di Solomon Northup è davvero un gran bel film, benissimo recitato da tutti gli attori e assai ben diretto.
La regia di McQueen punta quasi tutto sugli attori, sul loro modo di caratterizzare il personaggio, oltre che sui dialoghi tra i personaggi volti a fare emerge la brutalità del sistema schiavistico statunitense e le basi “filosofiche” su cui poggiava (ossia la dichiarata non appartenenza al genere umano delle persone di colore).
A livello narrativo il regista ricorre di frequente ai flashback-ricordi che sono funzionali soprattutto a mostrare allo spettatore le differenze esistenti tra la vita di Solomon “uomo libero” e quella di Solomon schiavo.
Ciò ha aiutato il regista a rendere assai bene i fatti narrati nella propria autobiografia da Solomon Northup, anche se pare del tutto assente dalla pellicola un aspetto che, invece, emerge dalla lettura del testo: il razzismo interiorizzato anche dagli stessi schiavi “negri”.
Si è dett…

Il coraggio di esserci

Green Book di Peter Farrelly con Viggo Mortensen e Mahershala Ali è un gran bel film che parla di razzismo, stereotipi, diritti civili e amicizia.
La pellicola racconta i due mesi di tournée nel profondo Sud degli Stati Uniti degli anni Sessanta del pianista e compositore Don Shirley che, temendo di subire ritorsioni da parte dei razzisti del luogo (essendo lui un uomo di colore), ingaggiò come autista (facente funzione di guardaspalle) l’italo-americano Frank Vallelonga (padre di uno degli sceneggiatori del film).
Durante il viaggio tra uno Stato e l’altro del profondo Sud degli U.S.A. i due uomini - benissimo interpretati da Mortensen (nel ruolo dell’italo-americano) e Ali (in quello del pianista) - imparano a conoscersi e tra loro nasce un’amicizia sincera in grado di durare negli anni.
Raccontando la loro storia, il film, tra le altre cose, mostra allo spettatore in modo plastico la differenza che passa tra lo stereotipo e il razzismo. Il primo è un’opinione frutto di pregiudizio che,…

La vita peccaminosa di Caravaggio

Tutti i miei peccati sono mortali di Giuliano Capecelatro edito nel 2010 da il Saggiatore è un saggio su Caravaggio che ha molto del romanzo. In esso, infatti, l’Autore narra la vita e le opere di Caravaggio facendo diventare il pittore un vero e proprio personaggio: ne narra non solo le azioni, ma anche i pensieri, i sentimenti, le paure, gli stati d’animo e le intenzioni.
Per calarsi nella mente del grande Maestro il saggista parte dai rari dati documentali (verbali di tribunale; diari di committenti e mercanti d’arte; note biografiche redatte da pittori contemporanei) e dai capolavori dipinti e traccia un convincente profilo psicologico. Ne esce la figura di un uomo tormentato; dal carattere difficile; incline alla rissa (e non si dimentichi che arrivò a uccidere un uomo); amante del bicchiere e attratto sessualmente sia dalle ragazze, sia dai ragazzini (tra cui Mario Minniti e Cecco del Caravaggio).
Una narrazione, quella di Capecelatro, vivace e felice specie nelle descrizioni d’ambi…

Un Platonov visivamente potente

L’aggressività testosteronica di un giovane uomo può risultare eroticamente conturbante. Quella un po’ bolsa di un uomo maturo, invece, annoia, quando non irrita. Platonov, nel testo di Anton Čechov, ha 27 anni e la sua aggressività di giovane maschio è una delle caratteristiche che lo rendono affascinante. Il Platonov dello spettacolo firmato da Marco Lorenzi per Il Mulino di Amleto ora in scena al Teatro Fontana di Milano, invece, è un uomo canuto e maturo. La differenza d’età tra i due personaggi porta con sé anche il fatto che il Platonov di Čechov ha la vita nel corpo e il suo essere un maschio irrisolto e privo di coraggio lo rendono un vinto che, però, non vuol rinunciare alla vita. Il Platonov pensato da Lorenzi, invece, ci pare essere un semplice fallito un po’ patetico a caccia di ciò che la vita gli ha ormai definitivamente negato.
Ciò detto, va subito specificato che il Platonov per la regia di Lorenzi è uno spettacolo intelligente, con ritmi incalzanti e visivamente potente. E l…