Le conseguenze della Narrazione

Scacco in quattro mosse di Stefano Mecca è un libro che, al momento, non è ancora stato stampato.
Chi scrive ha avuto l’onore e la fortuna di poterlo leggere in anteprima e con la recensione che segue spera di poter spingere i potenziali lettori a un gesto di cui pensa non se ne pentiranno: la prenotazione del volume. Sì, perché solo se il libro sarà prenotato da almeno 200 lettori, esso verrà pubblicato. 
Dunque, tocca fidarsi di chi ha già letto e apprezzato le storie narrate da Mecca.

Storie in cui la Narrazione, l’atto del Narrare, ha delle conseguenze a volte assolutamente imprevedibili.
Come nella prima delle quattro “mosse” (per usare una parola del titolo), in cui tutti i protagonisti della vicenda raccontano un efferato delitto e il loro narrare chiama altri delitti…
O come nell'ultimo racconto, un vero j’accuse contro la narrazione della società veicolata tramite le TV commerciali, che si trasforma in un atto d’amore filiale toccante e struggente.

I quattro racconti di Mecca sono il modo con cui l’Autore dà scacco al lettore narrando (e facendo narrare ai suoi personaggi) storie dal finale a sorpresa in cui non mancano continui colpi di scena che tengono viva l’attenzione e solleticano la curiosità del lettore.

Storie in cui - con un occhio a Kafka e uno a Beckett - i protagonisti sono spesso scambiati per altre persone. 
Confuse, cadono in confusione vivendo situazioni o compiendo quegli atti che ci si aspetta che i loro alter ego avrebbero compiuto.
Vivono vite non loro che la Narrazione di altri ha, in qualche maniera, imposto loro di vivere, trasformando i loro vissuti in qualcosa da raccontare.

Mecca ha una scrittura che risente del suo essere attore e direttore artistico di un teatro: ad esempio, i dialoghi sono ben congeniati, quasi pensati per essere pronunciati su un palcoscenico, e l’ultimo racconto, forse il più intenso della raccolta, potrebbe essere trasformato senza troppi sforzi in un monologo teatrale.

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