I capolavori di Caravaggio a Milano

Ci sono mostre che sono dei veri e propri eventi eccezionali che non si possono mancare. Uno di tali eventi è Dentro Caravaggio, mostra a cura di Rossella Vodret a Palazzo Reale di Milano fino al 28 gennaio 2018.

L’eccezionalità di tale esposizione è data da vari fattori. Due di essi valgono da soli a rendere l’idea: 
  • per la prima volta sono esposte contemporaneamente 20 opere di Caravaggio;
  • ogni opera è accompagnata da un video che mostra e spiega il lavoro eseguito dal Maestro per come si evince dagli esami scientifici effettuati con diverse tecniche di indagine (come le radiografie o la riflettografia IR).

Grazie al lavoro preparatorio in vista dell’esposizione milanese, si sono appresi i metodi di lavoro di Caravaggio: ad esempio, non è vero, come si è sempre creduto, che il Maestro non disegnava sulle tele; e, fatto ancora più importante, Caravaggio utilizzava una “preparazione” scura su cui dipingeva solo le parti in luce, lasciando prive di pittura il resto. Ovvero, non dipingeva l’intera figura, ma solo una parte di essa.
Gli studi documentari svolti in occasione dell’esposizione, inoltre, hanno aggiornato e cambiato la cronologia delle opere di Caravaggio.

Ma sicuramente per il visitatore comune il dato più importante tra quelli elencati finora è la contemporanea presenza a Palazzo Reale di 20 opere di Caravaggio.
Si tratta di capolavori assoluti provenienti dai più prestigiosi musei del mondo come, ad esempio:
  • la Giuditta che taglia la testa a Oloferne (1602), in cui Giuditta sembra investita da una luce “metafisica”; 
  • il Riposo durante la fuga in Egitto (1597), in cui l’angelo dipinto di spalle divide la scena, quasi allontanando Giuseppe dalla Madonna e dal Bambino; 
  • La buona ventura (1597), in cui, su uno sfondo neutro e luminoso, si svolge un raggiro ai danni di un damerino;
  • il Ragazzo morso dal ramarro (1597), probabile autoritratto di Caravaggio, in cui il ragazzo è preso da stupore e spavento per essere stato morso dal ramarro; 
  • S. Francesco in estasi (1598 circa), con l’angelo che sorregge il busto del santo semi-svenuto per terra; 
  • il San Giovanni Battista di Kansas City (1604 circa), con il giovane dall'aria incazzosa che forse è il Battista e, forse, non lo è; 
  • l’Incoronazione di spine (1604-1605 circa), in cui Cristo pare emanare una luce “metafisica”; 
  • e la Flagellazione di Cristo (1607), con il suo Cristo di strepitosa e statuaria bellezza.

Opere, quelle esposte a Palazzo Reale, che tolgono il respiro per quanto sono belle e che danno il via alla pittura moderna.