Salone del Libro #30

Visitatori al Salone del Libro di Torino
Gli attori Salvatore Varvaro
e Giuseppe Cardascio
Il Salone Internazionale del Libro di Torino è giunto alla sua 30esima edizione e, pur se da quest’anno a Milano ha preso il via Tempo di Libri, pare non aver perso di appeal tra gli appassionati.

Lo dimostra il fatto che sabato mattina (quando chi scrive ha visitato il Salone) alle biglietterie c’era una coda davvero impressionante (causata, in parte, anche dai controlli di sicurezza) e che la vasta area espositiva era gremita di persone di ogni età in cerca di novità editoriali e occasioni culturali.

I numeri diffusi dagli organizzatori parlano chiaro: i titolari degli stand sono 452 (114 in più dell’anno passato); le case editrici proposte poco meno di 1200 e gli appuntamenti previsti 1379.
Numeri che parlano di un notevole sforzo organizzativo e che lasciano sperare di poter dare soddisfazione a moltissimi visitatori.

Va detto che si è avuta l’impressione che molti editori già presenti a Milano abbiano replicato a Torino e che, bene o male, i titoli e gli autori proposti siano, alla fine, gli stessi che si trovano in qualsiasi libreria ben fornita, ma il sapore dell’evento che si respira a Torino c’era tutto ed era inconfondibile.
Un sapore di manifestazione culturale importante e ben riuscita. Popolare, ma non pacchiana. Molto Torino style.

Ad ogni buon conto, a parere di chi scrive, bisognerebbe mettere il lettore e i libri maggiormente al centro della manifestazione anche a scapito della visibilità dei singoli editori, magari creando molti più percorsi tematici e di lettura.
Questo in ragione del fatto che la manifestazione si chiama Salone del Libro e non Salone dell’Editore!

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