Da Hugo Pratt a Zerocalcare

Una tavola di Zerocalcare
Da domani fino al 10 luglio 2016 al Palazzo della Permanente di Milano sarà possibile visitare la mostra Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati a cura di Paolo Barcucci e Silvano Mezzavilla, prodotta e organizzata da ViDi e Agema.

L’esposizione presenta al pubblico 300 tavole di 40 autori italiani che, a partire dal 1967, si sono cimentati con il romanzo grafico.
Le tavole sono divise in pannelli monografici che presentano gli incipit di 40 romanzi grafici (uno per autore).
Va specificato che non si tratta di tavole illustrative (ovvero di disegni che illustrano un testo scritto), ma di vere e proprie opere autonome.
Opere che, come insegnano i casi di Zerocalcare e Gipi, oggi entrano a pieno titolo nei premi letterari.

I pannelli sono collocati in ordine cronologico e questo facilita la comprensione di come si sia evoluta (e si stia evolvendo) l’arte del romanzo grafico in Italia (Paese che, per molti studiosi, ha dato i natali al genere, nonostante esso sia noto con l’espressione inglese di grafic novel).
Così se, a livello editoriale, si è passati dai romanzi grafici pubblicati a puntate su riviste, a quelli che arrivano in libreria in volumi singoli; a livello “narrativo” si può notare una progressiva conquista di quella che qui non si sa definire in altro modo che con il termine “ariosità”.
In altre parole, se nei primi anni, forse per rispettare i limiti di spazio all’interno delle riviste che li ospitavano, i romanzi grafici si presentavano ai lettori con “tavole” graficamente piene di “vignette”, a volte al limite del caotico, oggi si tende a concedere maggior spazio alle singole vignette, creando tavole che ne presentano anche una soltanto o due o tre per volta.
Tale maggiore “ariosità”, non solo rende più piacevole la lettura, ma conferisce una maggiore dignità artistica al romanzo grafico nel suo complesso.

In mostra a Milano sono presenti opere di artisti come Hugo Pratt (autore, nel 1967, di Una Ballata del Mare Salato nel quale fa la sua prima apparizione Corto Maltese); Guido Crepax (padre di Valentina); Magnus; Andrea Pazienza (che, nel 1977, con Le straordinarie avventure di Pentothal trasforma il romanzo grafico in autobiografia);  Altan; Milo Manara; Leo Ortolani (padre di Rat Man); Zerocalcare; Gipi (che in mostra presenta delle tavole di un romanzo ancora inedito) e molti altri.

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