mercoledì 17 febbraio 2016

REPLICA il futuro alla Fondazione Cini

REPLICA in funzione
È stato presentato oggi alla Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, lo scanner Replica 360rv - circular scanner, prototipo rivoluzionario realizzato dallo studio Factum Arte di Madrid in collaborazione con il laboratorio di Digital Humanities dell’École polytechnique fédérale di Losanna nell’ambito del progetto internazionale REPLICA.
Lo scanner – attualmente il più veloce al mondo – è stato progettato ad hoc per la digitalizzazione di archivi storici documentali di grandi dimensioni e, a partire dal 1° marzo 2016, inizierà il lavoro di digitalizzazione dei materiali della Fototeca dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini, consistente in un milione di fotografie.

Lo scanner Replica 360rv - circular scanner 
Replica 360rv si presenta come un tavolo circolare di due metri di diametro e rotante, attivato da un motore a velocità controllata, attrezzato con una colonna di telecamere digitali, un computer e un software predisposto per gestire in tempo reale il download e l’archiviazione delle immagini.
Lo scanner è in grado di scansionare un documento fronte e retro in soli quattro secondi con una risoluzione dell’immagine di 5424 per 3616 pixel.
Circular scanner scansionerà e digitalizzerà oltre 1 milione di immagini entro settembre 2018.

Replica 360rv costituisce una rivoluzione nel settore della digitalizzazione degli archivi perché rende molto più veloci le operazioni di acquisizione dati, che devono sempre comunque contare sull’intervento umano. 
Due operatori, nel caso specifico due volontari del Servizio Civile Nazionale, lavoreranno insieme alla digitalizzazione: l’uno posizionando i documenti sullo scanner e l’altro rimuovendoli. 
Le procedure sono velocizzate poiché Replica 360rv consente di effettuare le scansioni senza estrarre le stampe fotografiche dalle pellicole protettive che le contengono, rendendo  l’operazione più sicura per la salvaguardia dei documenti. 
Un sistema di sensori calcola la posizione e rileva quando un documento viene posizionato sulla superficie del vetro.
Due telecamere con unità di illuminazione appositamente progettate per la cattura istantanea “acquisiscono” le immagini. 
Una rete di computer esegue un download automatico, abbinando il fronte e il retro di ogni documento ed inserendo tutte le immagini in una cartella specifica.
Tutto questo avviene in tempo reale e le immagini raccolte vengono trattate con specifici algoritmi elaborati dall’École polytechnique fédérale di Losanna per facilitare l’archiviazione automatizzando il flusso di dati.

La libera consultazione on line incoraggerà, a partire dal 2016, la conoscenza e lo studio di opere d’arte meno note o del tutto ignote, documentate solo grazie al lungo e meticoloso lavoro d’indagine di storici dell’arte come, tra gli altri, Raymond Van Marle, Giuseppe Fiocco, Sergio Bettini, Rodolfo Pallucchini, o di importanti fotografi del Novecento, come Nicolò Cipriani, i cui fondi fotografici sono confluiti alla Fondazione Cini e che, grazie al contributo innovativo di REPLICA, potranno tornare al centro di un nuovo interesse di ricerca.

REPLICA è un progetto in partnership con la Venice Time Machine, iniziativa realizzata da EPFL in collaborazione con Università Ca’ Foscari e Archivio di Stato di Venezia e con il sostegno della Fondation Lombard Odier.

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