Giotto, l'Italia a Milano fino al 10 gennaio

Giotto, Polittico Stefaneschi (verso)
Le ricerche spaziali, il recupero della consistenza corporea, la resa dei sentimenti, i particolari di natura: c'è tutto Giotto nella mostra Giotto, l'Italia (Palazzo Reale Milano fino al 10 gennaio curata da Pietro Petraroia e Serena Romano). Un'esposizione capace, attraverso 14 opere autografe, di sottolineare tutta la modernità del'autore fiorentino.
La sorprendente capacità innovativa è messa in luce anche dalle fonti più antiche che Vasari (Le Vite de più eccellenti architetti, pittori, et scultori ed. 1550) affianca anche alla capacità di Giotto di riportare la pittura al senso del reale, a padroneggiare volumi, dimensioni, proporzioni: "Egli nato ancora tra artefici netti, con celeste dono, resuscitò (le buone pitture) e redusse ad una forma da chiamar buona".

Giotto, Polittico Baroncelli (part.)
Giotto è dunque considerato il padre della pittura moderna italiana, è riconosciuto come colui che la transita dai retaggi bizantini alle prime vie della ricerca prospettica.
Attraverso la visione di questi straordinari dipinti il visitatore comprende il perché dell'avvicinamento alla dimensione terrena voluta dal pittore, ne capisce il conseguente realismo dei volti che rispetto allo sguardo fisso e immobile più tradizionale di scuola bizantina si offrono alla vista del riguardante tra espressioni di sincero patimento o gioia.
L'esposizione, di quattordici tavole segue l'evoluzione dell’arte di Giotto durante i suoi soggiorni in Italia che lo videro in città come Roma, Assisi, Bologna, Firenze, Rimini, Padova, Verona, Milano e ne attesta anche il successo artistico e personale.

Giotto, Polittico Stefaneschi (part. recto)
Nel percorso espositivo le opere sono assolute protagoniste, esaltate dalla colata di metallo voluta dall'Arch. Bellini, e ben affiancate da sale tematiche utili alla comprensione dei temi pittorici dell'artista (unico neo il rosa flou alle pareti e le immagini troppo piccole).
Eccezionali i prestiti con i Musei del Vaticano che per la prima volta hanno prestato lo strepitoso Polittico Stefaneschi, così come eccezionale è la possibilità di ammirare il Polittico Baroncelli della Basilica di Santa Croce di Firenze insieme, per la prima volta, alla sua Cuspide, conservata nel Museo dell’Arte di San Diego (California). 
Da ricordare anche i Polittici di Santa Reparata dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze e quello di Santa Badia, proveniente dagli Uffizi, a chiudere il percorso invece è quello dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Approfondimento speciale nella Sala delle Cariatidi dove un’installazione multimediale propone un’esperienza del tutto nuova della cappella Peruzzi (Santa Croce a Firenze) decorata da Giotto entro il primo decennio del Trecento.
La Cappella è riproposta a grandezza naturale e l’installazione  consentente ai visitatori di apprezzare la differenza fra la visione della pittura di Giotto a luce naturale, purtroppo assai impoverita dalle abrasioni subite dai dipinti nei secoli scorsi, e la rivelazione delle volumetrie, delle espressioni dei volti, delle architetture, che la fluorescenza UV rende di nuovo visibili, consentendo di incontrare qualità pittoriche ormai non più riconoscibili ad occhio nudo. L’elaborazione elettronica e il montaggio delle singole immagini in un’unica superficie continua consente dunque di godere di un’esperienza assolutamente inedita, tanto dell’insieme della cappella, quanto delle singole scene.
vista esterna installazione Cappella Peruzzi - Sala Cariatidi

La mostra sarà aperta fino al 10 Gennaio 2016.

Orari Mostra: lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: dalle 9.30 alle 19.30; giovedì e sabato: 9.30-22.30


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