venerdì 19 giugno 2015

Ritratto e figura da Rubens a Giaquinto - Palazzo Chigi Ariccia

P. P. Rubes, Testa di vecchio. Roma, Galleria Corsini
Fino al 26 luglio 2015 Palazzo Chigi in Ariccia presenta la mostra Ritratto e Figura da Rubens a Giaquinto, “evento satellite” dell’esposizione della Fondazione Roma Museo-Palazzo Cipolla dedicata al Barocco romano dal titolo Barocco a Roma.
La mostra, curata da Francesco Petrucci, propone opere in buona parte mai esposte al pubblico, ritratti reali e ritratti ideali - principi, cardinali e personaggi di spicco della società italiana del ’600 e della prima metà del ’700 -, oltre a filosofi, santi e figure popolari.
Ritratto e Figura da Rubens a Giaquinto si compone idealmente di due sezioni.
Una prima espone ritratti reali, raffiguranti personaggi ripresi nella loro concreta fisionomia, che posarono per artisti che li ritrassero dal vero, cogliendone la fisionomia e il ruolo sociale e dei quali si conosce in molti casi l’identità.
Accanto a questa produzione esiste una ritrattistica più intima e individuale, tesa a rendere il carattere e la psicologia dei personaggi, che ha un punto di avvio nella ritrattistica naturalistica di tradizione caravaggesca. Sono comprese in questa sezione anche “teste  di  carattere”,  cioè  studi  fisiognomici di  volti,  aventi  carattere  di  studio  autonomo  o funzione  propedeutica  a composizioni più grandi.

Una seconda sezione illustra invece ritratti ideali e allegorici, raffiguranti personaggi realmente vissuti, ma le cui effettive fisionomie non sono note e furono create dagli artisti sulla base di testimonianze scritte o di interpretazioni iconografiche consolidate. 
Tra i dipinti più significativi il San Giacomo Minore di Giovanni Baglione, firmato e datato 1626, recentemente riportato all’attenzione degli studi, la cui rilevanza nella vasta produzione dell’artista è documentata anche da disegni preparatori.  
Di  straordinaria  qualità pittorica il Ritratto di vecchio di Pietro Paolo Rubens, della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini, eseguito attorno al 1609 immediatamente dopo il viaggio in Italia.
Se il fine dell’arte barocca, che interessa buona parte delle opere esposte, è quello di educare, convincere e commuovere attraverso gli strumenti della tecnica e dell’immaginazione, facendo ricorso all’allegoria e alla metafora celebrativa, i ritratti di pontefici, monarchi e principi eseguiti nel corso di due secoli rientrano appieno in tale categoria estetica. Sono “ritratti monumento”, che devono eternare i personaggi in posa, destando ammirazione e nel contempo soggezione, essere un monito per chi li ammira, nell’esaltazione del prestigio e del potere assoluto di una sola classe sociale: l’aristocrazia.  
Tra gli specialisti della ritrattistica seicentesca sono presenti in mostra pittori come Giusto Sustermans, artista di corte dei Medici, Giovanni Maria Morandi, ritrattista ufficiale del pontificato di Alessandro VII Chigi (1655-1667), maestri come Carlo Maratti, Giovan Battista Gaulli e Ferdinand Voet, che detennero il primato a Roma nel genere per gran parte della seconda metà del ’600. 
Figurano anche ottimi ritrattisti come Guglielmo Cortese “il Borgognone” o Antonio Odazzi, che pubblicarono i volti di personaggi reali. 
Si affiancano “teste di carattere” di Jacopo Chimenti detto “l’Empoli”, Pietro Bellotti, Giandomenico Cerrini e Pietro Paolini.

Ariccia, Palazzo Chigi, Salone Giallorosso

Sede: Palazzo Chigi in Ariccia – Piazza di Corte 14 – 00040 Ariccia (Roma)
orario:10.00 – 13.30 e 15,30 – 19,00, la biglietteria chiude mezz’ora prima, chiuso il lunedì
biglietti: € 7,00 intero - € 5,00 ridotto
Segreteria organizzativa: Palazzo Chigi in Ariccia, Franco Di Felice tel. 06 9330053 - fax 06 9330988 - e-mail info@palazzochigiariccia.it – web www.palazzochigiariccia.i

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