La morte via social

I like you die di Nicola Feninno è un testo assai interessante: l’Autore immagina un reality show trasmesso via Web nel quale i concorrenti si sfidano per raggiungere una fama immediata e postuma. Infatti, chi riceve il maggior numero di like, vince il gioco e, perciò, da regolamento, deve suicidarsi in diretta, in modo da poter entrare in quell'Olimpo speciale nel quale risiedono artisti famosi morti prima del tempo.
Più il personaggio piace, dunque, più si avvicina per lui l’ora fatale.
Un testo che, quindi, riflette, seppur con toni a volte assai lievi, sull'esasperato uso dei social network in funzione del raggiungimento della fama e della “quantificazione” della stessa: più like ricevi, più sei famoso, indipendentemente dalla ragione per la quale hai conquistato la visibilità.
Il testo, si è detto, è spesso lieve e infarcito di battute e, seppure andrebbe “asciugato” con l’eliminazione di più di un personaggio secondario, esso, nel complesso, è ben fatto e regge bene l’impatto con il pubblico teatrale.
Il finale della pièce è a sorpresa e, quindi, non si svela.

I like you die è stato presentato ieri sera dal Teatro Prova al Parco della Trucca di Bergamo.
A impersonare i numerosi personaggi del testo gli allievi del secondo anno del corso di teatro della scuola bergamasca.
Ciò ha, per forza di cosa, determinato una resa scenica a tratti assai difforme, condizionata com’era dal fatto che non tutti gli allievi (come è ovvio) hanno raggiunto lo stesso grado di apprendimento dell’arte attoriale.
Ad ogni modo, va detto che più di uno di loro dimostra di sapere stare in scena. Piace, a tale proposito, ricordare i nomi di tre allievi che più sono parsi a loro agio: Federica Calvi (nel ruolo della blogger finalista della sfida); Barbara Persiani (la giornalista del TG) e Riccardo Mazzocchi (uno dei conduttori del reality).
I registi Stefano Mecca e Stefano Facoetti hanno puntato sul ritmo e sulla collegialità della messinscena, realizzando uno spettacolo assai gradevole.

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