La carta Hanji custode della storia

Luisa Balicco al lavoro in studio
E' stata inaugurata lunedì 4 maggio la nuova personale di Luisa Balicco presso la sede milanese del Consolato Generale della Repubblica di Corea (Corea del Sud) che, come prima artista italiana, l'ha invitata ad esporre opere realizzate su carta Hanji nell'ambito di un progetto di valorizzazione della speciale carta orientale per il suo utilizzo in ambiti artistici: "E' un vero piacere - ha dichiarato il Console Generale CHANG Jae-Box - ospitare nei nostri spazi quest'artista che si è dimostrata capace di lavorare con la nostra preziosa e amata carta Hanji. Questo progetto s'inserisce in un ambito di iniziative più ampio che, in occasione di Expo 2015, vuole valorizzare questo materiale legato alla tradizione e alla cultura coreana in ambiti contemporanei e artistici".

L'impegno per Balicco giunge in un periodo intenso che l'ha vista a Parigi presso il Salon du Livre d'Artiste lo scorso novembre 2013, impegnata tra marzo e aprile 2014 nella personale a Bergamo, e che la vedrà a Liberbook, la biennale del libro d'artista e della stampa d'autore, a Parma il 23 e 24 maggio 2015 (bissando la partecipazione 2013).


La carta Hanji custode della storia
Intervista a Luisa Balicco

Perché questo titolo per questa esposizione?
"Perché non possiamo dimenticare millenni di storia che questa particolare carta conserva e custodisce e il libro Jikji che testimonia la cultura e la storia di una nazione.
Io ho sempre lavorato con la carta, sulla carta, facendo anche la carta ma solo da pochi mesi ho iniziato a dipingere su questo tipo particolare, sconosciuta alla maggior parte delle persone e grazie all’incontro con Nella Poggi Parigi (restauratrice) ho potuto  iniziare ad usarla, lavorando e scoprendo le sue intrinseche qualità e difficoltà: trasparenza, duttilità, luminosità, resistenza, ma anche, la facilità ad assorbire ed espandere il colore specie per chi come me usa principalmente inchiostri, pigmenti, colori naturali".

Che tipo di caratteristiche ha la carta Hanji?
"Iniziare a conoscere e comprendere le sue possibilità è stata una continua sfida e stimolo ed il tempo che ho avuto per provare e sperimentare tecniche diverse è stato poco. Questa carta ha una lunga storia d’uso ed io sono solo una neofita. In questi tre mesi di ricerca e studio sono nate alcune opere che entrano nell’alveo del mio consueto modo di lavorare, i quadri e i libri fanno parte di un lungo bagaglio di esperienze collaudate, le strutture-architetture di Ignazio  Bellini hanno accolto, come sempre, nella preziosità dei materiali trattati con maestria da orafo, i fogli e le carte. Per la struttura e i libri fatti in omaggio al Jikji è stato dato  un titolo particolare, l’abbiamo cambiato due volte prima di trovare la giusta definizione: Sinestesi Ieratica. Sinestesi: che significa l’associazione tra due oggetti che hanno una stessa reciprocità, la percezione visiva concomitante lo stimolo sensoriale dato dall’oggetto visto. Ieratica: concetto di solennità che appartiene anche alle scritture antiche".

Ci sono state delle novità?
"Sì. Diverso è stato l’incontro con le fibre di gelso che Noori Kim dello staff del Consolato mi ha dato venti giorni fa. L’incontro con le strisce di fibra è stato magico, appena le ho viste ho capito che dovevo usarle non come supporto pittorico ma come presenza di un mondo vegetale che aspettava di accogliere altri elementi naturali. Per una settimana ho trattato queste fibre con umidità, tensioni, massaggi, tensioni, massaggi ed umidità.
Quando sono diventate lunghe presenze da appendere sui rami degli alberi in un bosco, ho capito che la tessitura poteva iniziare. Sono donna e le fibre sono diventate il mio telaio. Su di loro ho intrecciato strisce di tela dipinte, carte hanji, altre fibre trasformate in grossi filamenti, altri materiali.
La terra e l’acqua che hanno formato le piante di gelso da cui deriva la fibra e la carta hanji contengono, per me, lo spirito della terra, l’energia, la cultura, la memoria di antiche presenze. Questo è quello che ho cercato di esprimere con questo lavoro.

Come si  è tradotto tutto questo nelle opere?
Alla fine due piccoli dipinti sono stati aggiunti, ma solo parzialmente visibili, uno è un paesaggio, l’altro è la testimonianza della trasparenza della carta hanji dipinta.

Come è nata la collaborazione con il Consolato?
Grazie a Nella Poggi Parigi che ringrazio, insieme Sua Eccellenza CHANG Jae-Bok e il Console Koh Ky per l’ospitalità e accoglienza; per me ed Ignazio Bellini, straordinario artista artigiano, è stato un onore avere la possibilità di esporre le nostre opere in questo spazio.
Desidero ringraziare anche Noori Kim e tutto lo staff del Consolato per la disponibilità e gentilezza dimostrata nei nostri confronti.

4 maggio - 25 maggio 2015
Luisa Balicco. Mostra personale La carta Hanji custode della storia
Consolato Generale della Repubblica Coreano - Piazza Cavour 3 Milano  
Orari  09:00~12:00, 12:00~17:00
Informazioni www.luisabalicco.it   info@luisabalicco.it
Carte d''Oriente