Decima edizione delle Letture amene sotto il berceau

Cristiano Cavina
Le Letture amene sotto il berceau, rassegna di scrittori voluta dalla cooperativa Città Alta, organizzata da Mimma Forlani festeggia quest’anno i dieci anni di vita.

La storia
La rassegna ha origini nel piacevole antefatto di una seratina organizzata sotto il berceau nel giungo del 2004 con Sergio Ferrero per la raccolta di racconti Il cancello nero e Antonio Franchini per il romanzo Cronaca di una fine. Fu una presentazione incrociata, lieve e competente, nutrita di stima e  attenzione reciproca. Dall'entusiasmo dei due autori, da quello del pubblico e del presidente della cooperativa Aldo Ghilardi, nacque “ufficialmente” nel  2006 la breve rassegna dal titolo Tre seratine al Circolino sottotitolo Letture amene sotto il berceau.  Era inizio luglio e  Cristiano Cavina da Casola Valsenio era giunto il Città Alta con il suo libro appena sfornato Nel paese di Tolintesac.

Decima edizione
Sarà proprio Cristiano Cavina a dare inizio ai festeggiamenti dell'edizione 2015 con il suo nuovo libro La pizza per autodidatti martedì 19 maggio alle ore 18.
Nel suo ultimo lavoro Cavina ci immerge nelle atmosfere della pizzeria dello zio e insegna a noi autodidatti non solo a fare la pizza, bensì a vivere. Il libro è un trattatello di filosofia quotidiana in cui il pizzaiolo prende il posto del filosofo e insegna a noi i gesti e i ritmi necessari per la riuscita di una pizza, un cibo semplice, tuttavia mai scontato nella riuscita. Esiste sempre l’imponderabile con il quale bisogna fare i conti. Cristiano Cavina, scrittore e “pizzaiolo quando cè” potrebbe intepretare nella serata del 19 maggio, entro la cornice del Circolino, le due professioni della sua vita: quella del pizzaiolo e dello scrittore.
Nel secondo incontro fissato il 26 maggio i lettori voleranno in Sardegna, precisamente ad Alghero,  in compagnia di  Paola Soriga, poco più che trentenne, autrice del romanzo  Dove finisce Roma, pubblicato nel 2012, considerato da critici e  lettori  non solo italiani, uno dei migliore di quell’anno. L'autrice parlerà del suo secondo romanzo, appena uscito da Einaudi  La stagione che verrà,  che vede  i tre protagonisti  Isidora, Agata e Matteo rientrare a casa  dopo aver fatto gli studi fuori dall’isola e avere girato il mondo. In un recente passato i tre apparivano dotati,  pieni di speranze, sicuri delle loro riuscite professionali, ma oltrepassato il confine  dei trent’anni  e dopo  avere accumulato molte delusioni, i nostri trentenni, pur non cedendo al cinismo e alla totale disillusione,  non sono più tanto sicuri del loro futuro. Si abbarbicano ai loro ricordi, alla forza che dà loro l’amicizia, alla testardaggine che viene dalla loro amata terra per continuare a vivere e a ri-progettare ogni giorno il loro avvenire.
In Sardegna si ritornerà anche con il nuovo romanzo di Marcello Fois dal titolo Luce perfetta il 16 di giugno. Le storie di Fois sono sempre interessanti e grande successo hanno avuto nella nostra città, soprattutto quelle che vedono protagonisti i personaggi del clan dei Chironi come ne  La  Stirpe e Nel tempo di mezzo.
Dopo l'incontro d'esordio con Cavina l'atmosfera emiliana avvolgerà le Letture Amene anche il 3 giugno con Paolo Colagrande e il suo Senti le rane, edito da Nottetempo e proseguirà il 9 con il romanzo di Roberto Barbolini L’uovo di Colombo. Il lavoro di Barbolini catapulta nelle oltre trecento pagine di un racconto goloso ambientato nella Modena della Ghirlandina, la torre campanaria che un assessore fantasioso audacemente tappezza in lamina argentata con le gigantografie di Pavarotti ed Enzo Ferrari.
La grande e caratteristica famiglia degli autori emiliani, tutti un po' parenti di Gianni Celati, si radunerà a Bergamo in occasione del decennale delle Letture Amene; imperdibile dunque la serata del 7 luglio con Ermanno Cavazzoni, Ugo Cornia, Aldo Gianolio, Ivan Levrini, Gino Ruozzi, Alfredo Gianolio.
Il 23 giugno ascolteremo il racconto di una passione esclusiva, folle, totale, quale è quella del calcio per i napoletani che Maurizio De Giovanni alimenta, con la scrittura ma soprattutto con le chiacchiere che egli ascolta in una Napoli colorata. Solo se si sta  seduti a un tavolino, in compagnia del professore, si riesce a capire la napoletanità  che trasuda da ogni singola fibra dello scrittore che abbandona il giallo per gettarsi in un romanzo “di costume” quale è Il resto della settimana.
Martedì 30 giugno, sempre alle 18, sarà la volta di Fabio Stassi e Come un respiro. Il romanzo di Stassi porta nella Roma di Trastevere, ancora quartiere popolare  negli anni Settanta là dove vivono Soledad e la sua bizzarra famiglia dalla radici plurime,  alla Roma, attraversata  dalla guerriglia urbana,  alla capitale del teatro off, ricavato  nelle umide cantina, e della musica  che risuona al Folkstudio, locale ai piedi del Gianicolo. Nel groviglio di sonorità si esprimono le passioni dei diciottenne di allora che crescono per lib
erarsi di tutti i tabù di una società governata dalla Democrazia Cristiana.
Nel gruppo dei giovani  musicisti spicca  la cantante Sole: una creazione letteraria superba : "A  Fabio Stassi - spiega la curatrice della rassegna Mimma Forlani - quasi ignorato quando venne alla Fiera dei librai lo scorso, si dovevano delle scuse. Con questo invito alle “Letture amene” vogliamo, in qualche misura, riparare alla poca attenzione riservatagli dalla città e valorizzare la sua fatica letteraria. Fabio Stassi racconta in modo magistrale gli anni Settanta e Ottanta, e lo fa con compostezza, facendo appello al “pudore del fantastico” in cui erano maestri Albert Camus e Thomas  Mann, vincendo “quel ritegno  e tutta quella  la compostezza formale che ne deriva, come a un peso dal quale liberarsi ma a cui si è ancorati”. Chi ha letto e leggerà  Come un respiro interrotto, saprà dire che Stassi è riuscito a fare cantare attraverso la voce di Sole non la pienezza, non la nostalgia ma la mancanza che nasce dai fallimenti. Esistenziali. Della generazione che oggi ha oltre sessant’anni. Ma forse anche di quelle successive".
Mimma Forlani, nella scelta degli autori da invitare, ancora una volta ha puntato la sua attenzione su testi la cui scrittura conserva la sonorità della voce, e il ritmo della lingua che ogni scrittore inventa scavando nella propria terra e nel tempo in cui gli è dato di vivere.
Non a caso nella serata finale del 7 luglio vi sarà l’apoteosi di questo genere di romanzo in cui protagonista assoluta sarà la voce degli scrittori emiliani, maestri  non solo di parola ma anche di musica.
Come sempre Aide Bosio e Diego Bonifaccio saranno i lettori ufficiali dei testi proposti e, come sempre, ad ogni incontro seguirà un aperitivo con l'autore.


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