giovedì 23 aprile 2015

Sfavillante Accademia Carrara

San Sebastiano, Raffaello
Riapre oggi, dopo sette anni di lavori di restauro, l’Accademia Carrara di Bergamo con un nuovo allestimento che espone circa 600 opere (130 delle quali fresche di restauro), sistemandole in ordine cronologico, dal Rinascimento quattrocentesco agli ultimi scorci dell’Ottocento.
Va detto subito che il numero elevatissimo di capolavori presenti e la funzionalità dell’allestimento, fanno dell’Accademia Carrara, oltre che un museo sfavillante, una delle pinacoteche più belle d’Italia. Un museo che si candida a diventare meta obbligata per gli amanti dell’arte.

I capolavori esposti sono davvero tantissimi e non è possibile citarli tutti.
Sono esposte opere di Mantegna; Foppa; Bellini; Donatello; Pisanello; Antonello da Messina; Raffaello; Botticelli; Lotto; Tiziano; Moroni; Tintoretto; Guercino; fra Galgario; Velasquez; Longhi; Baschenis; Guardi; Canaletto; Piccio; Pelizza da Volpedo e tanti altri.

Piace soffermare brevemente l’attenzione solo su alcuni dipinti che, da soli, valgono la visita al museo.
  • Innanzitutto lo strepitoso San Sebastiano di Raffaello (1501-1502), dipinto realizzato quando il pittore non aveva ancora venti anni e che è un vero capolavoro. Il santo è rappresentato finemente abbigliato e ha rotondità femminee. Raffaello, dunque, si pone in contrasto con l’iconografia consueta di San Sebastiano, che, di solito, è dipinto nudo, trafitto dalle frecce e con un corpo muscoloso (dato che era pur sempre un soldato).
  • Il Ritratto di giovane ventinovenne (1567) di
    Ritratto di giovane
    ventinovenne, 
    Moroni
    Giovan Battista Moroni, eccezionale per modernità dei tratti del ragazzo dipinto che, con i suoi capelli tagliati corti e la barbetta curata potrebbe essere uno dei giovani che si incontrano al bar per l’aperitivo.
  • La bellissima e soave Madonna con Bambino (1480) di Mantegna.
  • La Madonna col Bambino (1480) di Antonello da Messina e Jacopo di Antonello che regge in mano una ciotola di vetro. Moderna e di eccezionale fattura.
  • Il Ritratto di giovane uomo (1475-1480) di Giovanni Bellini e, dello stesso, la Madonna col Bambino (1476) col bambinello vispo che sembra voler uscire dal quadro.
  • La Madonna del latte (1488-1490) di Bergognone dal volto estremamente moderno, quasi contemporaneo.
  • Il Ritratto di giovane uomo (1500) di Lorenzo Lotto che mostra un giovane superbetto.
  • Il Ritratto di Giovanni Secco Suardo col servo (1720) di fra Galgario su cui molto ci sarebbe da scrivere per il solo fatto che il giovane uomo abbia scelto di farsi ritrarre in abiti da camera accanto al servitore che, forse, era qualcosa di più di un semplice servitore…
  • Il Ricordo di un dolore (1889) di Pelizza da Volpedo che, indiscutibilmente, chiude l’Ottocento per aprire la stagione della pittura Novecentesca.

Ma - si ripete - l’elenco appena fatto è assai ridotto in confronto all’elevato numero di capolavori esposti.
Non resta che recarsi all’Accademia Carrara per una visita che sarà sorprendente anche per i cultori della pittura più esigenti e raffinati.

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