sabato 21 marzo 2015

Luisa Balicco. Un viaggio singolare

leggio rosso


21 marzo - 24 aprile 2015
Luisa Balicco
Mostra d’arte Un viaggio singolare
Galleria Ceribelli Via San Tomaso 86  Bergamo    
Orari  dal martedì al sabato 10.00 - 12.30 16.00 - 19.30
Inaugurazione  sabato 21 marzo ore 18.00
Informazioni www.luisabalicco.it   info@luisabalicco.it
Galleria Ceribelli 035 231332  info@galleriaceribelli.com  www.galleriaceribelli.com

L'artista bergamasca Luisa Balicco torna nel cuore della propria città con una nuova e suggestiva mostra Un viaggio singolare presso la Galleria Ceribelli (via S.Tomaso 86) dal 21 marzo al 24 aprile 2015 (inaugrazione 21 marzo ore 18.00).
Balicco torna ad esporre a Bergamo dopo una serie di appuntamenti che l'hanno vista impegnata sia in Italia che all'estero: in particolare a Parigi presso il Salon du Livre d'Artiste lo scorso novembre, ad Arte Libro a Bologna nel settembre 2013 e a Liberbook, la biennale del libro d'artista e della stampa d'autore, a Parma nel maggio 2013.
All'esposizione Un viaggio singolare (21 marzo - 24 aprile) seguirà per  l'artista un altro prestigioso appuntamento. Il prossimo 4 maggio è fissata l'inaugurazione di una personale presso la sede milanese del Consolato della Repubblica di Corea (Corea del Sud) che, come prima artista italiana, l'ha invitata ad esporre opere realizzate su carta Hanji nell'ambito di un progetto di valorizzazione della speciale carta orientale per il suo utilizzo in ambiti artistici. La mostra si inserisce nel calendario delle iniziative che il Consolato coreano (Piazza Cavour 3- Milano) ha studiato appositamente per Expo 2015.

L'esposizione gode nel catalogo, appositamente realizzato, del contributo critico di Franco Marcoaldi giornalista, scrittore, poeta italiano sperimentatore di universi linguistici, e di Giulio Orazio Bravi intellettuale, ricercatore e a lungo Direttore della Biblioteca Civica A.Mai di Bergamo.

tempio

La Mostra
Un percorso tra Occidente ed Oriente accompagnerà il visitatore in una miscellanea di suggestioni che dalle Mura Venete di Bergamo tracceranno fili verso i muri dell'India, rievocando l'antico legame tra Venezia e il mondo asiatico, dando vita a pagine, appunti, contaminazioni.
Ad instaurare un legame tra due mondi apparentemente lontani saranno tutte le opere di Luisa Balicco: muri di carta, libri d'artista, ma anche raffinate macchine ostensorie.
Tutto in questa mostra ruota attorno al tema del muro: "Inteso spiega Luisa Balicco - non come costruzione difensiva entro la quale arroccarsi, bensì come elemento di possibile aggancio ad altri mondi" e Franco Marcoaldi suggerisce: "Balicco osserva e gratta le Mura cinquecentesche di Bergamo così come quelle, ben più antiche, dei templi indiani di Hampi e Badami con l’obiettivo di ridefinire vecchie e nuove mappature cromatiche".
Filo conduttore dell'esposizione è il percorso grafico pittorico elaborato sulla natura della pietra. Le pietre che costituiscono le Mura sono intese come puzzle di colori, materiali, trasparenze, opacità; non sono viste nella loro forza muraria bensì nella loro fisicità di unione di elementi diversi, talvolta di natura differente.
Balicco presenta così il tema del muro attraverso un attento gioco di contrasto tra la morbidezza e la rugosità di carte fatte a mano e il soggetto, che prevalentemente è di pietra, è utile per indagare il tema della fortezza, effimera, perché cartacea.
A tal fine, Balicco si fa aiutare dalle fotografie computerizzate di Giuseppina Osio,  per riaccostare con occhi diversi le mura di cinta della sua città, sia per scoprire la storia recondita e per certi versi indecifrabile di quelle indiane documentate da Ignazio Bellini.
Un tema particolarmente interessante in un momento in cui le Mura bergamasche sono candidate ad entrare tra i Beni Unesco.
Il percorso di ricerca di Luisa Balicco si svolge dunque attraverso la materia e la sensibilità: il risultato risiede non solo in quel che si vede, ma in ciò che viene evocato, nell’incertezza dell’immaginazione e nel dare significati possibili al reale.
Motore del tutto è la dimensione del viaggio: un viaggio che si sviluppa nello spazio e nel tempo, nella fantasia e nella realtà, nella storia e nel mito.

Il materiale e la tecnica
La carta, ottenuta mescolando cotone e cellulosa è da sempre il materiale privilegiato dall'artista, attraverso di essa Luisa Balicco trova il migliore mezzo espressivo, ne scopre e valorizza porosità, venature, increspature, rugosità, la sua materialità metamorfica che le consente di diventare sorprendentemente altro.
Quello di Balicco è dunque un attento gioco di contrasto tra la morbidezza e la rugosità di carte fatte a mano “Amo - dice Balicco - le infinite varietà di questo materiale leggero, ruvido, sfilacciato, increspato e lo uso in molti modi: liscio, raggrinzisco, sovrappongo, coloro, modello. Quasi al termine del lavoro poi ho bisogno di un atto definitivo, liberatorio e allora con un pennello pieno di colore sottolineo con un gesto il tratto finale”.
La carta si trasforma in muri, pagine, libri d'artista, concepiti come un paesaggio a sequenze di variazione di scene entro le quali i colori, le trasparenze, la scrittura cadenzano la narrazione di  luoghi e aspetti vissuti da viaggiatrice narrante.
La carta, tutta realizzata a mano, vedrà nelle composizioni l'inserimento di parti plurimateriche (realizzate da Ignazio Bellini) come sottolineatura dell'unione di pietra e spazi ferrinei. Per questi spazi metallici sono stati scelti il ferro e il piombo che, per la matericità, può ricordare la pietra stessa. I metalli sono stati tenuti alle intemperie perché assumessero colorazioni inconsuete vivendo un processo di trasmutazione e si caricassero di potere suggestivo.

IIl muro


La critica
Franco Marcoaldi: "Rammendare ciò che risulta liso, corroso, usurato, strappato, stracciato: anche così si può interpretare l’originale modo di procedere di Balicco. E non è affatto un caso che sia una donna a farlo – trattandosi di un’arte tipicamente femminile, come si evince pensando agli evidenti echi rispetto ai tragitti compiuti da Giosetta Fioroni e Marilù Eustachio, Isabella Ducrot o Elisa Montessori.
Per intraprendere questo accidentato sentiero è necessaria una grande umiltà, occorre avere animo aperto, sensi all’erta e prima ancora una predisposizione naturale a cogliere la meraviglia, la presenza del divino, nelle modalità e nei luoghi più impensati e nascosti. Memore della lezione di padre Giovanni Pozzi, gioca con la ‘parola dipinta’, si esercita in calligrammi e poesie figurate - sparigliando le carte tra grafema e pigmento – con il colore che si fa segno e la parola che si fa spazio.   Perché la parola – nell’arte di Balicco - è innanzitutto suono, ritmo, luce, immagine, incamtamento. Tra le tante, c’è una parola che meglio di ogni altra racchiude il desiderio di tale, inesausta vitalità: metamorfosi".

Orazio Bravi: nel catalogo Orazio Bravi condurrà la sua riflessione sulle foto delle mura di Bergamo e indiane prendendo spunto dalle fotografie scattate in viaggio da Ignazio Bellini.

Il catalogo:
Il catalogo sarà costituito da fogli pluridimensionali che costituiscono che saranno elemento d'insieme volto a uscire dalla dimensione chiusa della pagina.
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Entro il catalogo sarà possibile leggere le critiche di Franco Marcoaldi , di Orazio Bravi e di Ignazio Bellini.

Biografia:
Luisa Balicco è nata a Bergamo il 10-12-1946. Ha insegnato discipline pittoriche dal 1970 al 2005 al Liceo Artistico di Bergamo. Ha esposto in Italia ed Europa, ma continua a vivere nella sua città natale.

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