mercoledì 25 febbraio 2015

La poesia della luce

Giovanni Battista Piazzetta
Due giovani amanti, 1743 circa
Gesso nero, evidenziato con bianco su carta blu
39,5 x 31,6 cm
National Gallery of Art, Washington
Donato da Katherine e Alexandra Baer
in memoria del padre Dott. George Baer
C'è tempo fino al 15 marzo per visitate la straordinaria esposizione che presso il Museo Correr di Venezia mette in mostra oltre 130 straordinari disegni provenienti da una delle più importanti collezioni al mondo ripercorrono l’arte e il mito di Venezia, dal Rinascimento all’Ottocento.
In mostra i grandi maestri da Mantegna, Bellini, Giorgione e Tiziano fino a Veronese, Tiepolo, Piazzetta e Canaletto; e poi gli stranieri innamorati di Venezia come Callow e Sargent.
Disegni preparatori, schizzi rapidi a fermare l’idea, modelli e studi per la bottega ma anche composizioni finite, opere autonome capaci di proporre una poetica diversa: fatta di linee, ombre, chiaroscuri, lumeggiature, definizione di forme e movimenti, traduzione di sentimenti e visioni, esplorazione delle infinite possibilità della luce.

Un nucleo selezionatissimo di una delle più importanti collezioni di disegni al mondo in percorso affascinante che evidenzia Venezia: non solo centro di produzione artistica, ma anche soggetto vero e proprio, fonte d’ispirazione, mito perenne.
L’esposizione, che è organizzata dalla National Gallery of Art di Washington informazioni http://correr.visitmuve.it/



LA MOSTRA 
Tra le altre opere uno straordinario foglio raffigurante un immaginario imperatore orientale, eseguito da Dürer durante il suo soggiorno veneziano e poi i disegni di Giorgione, Domenico Campagnola e Gerolamo Romanino. Dell’artista, bresciano di nascita ma veneto d’adozione, viene eccezionalmente presentato un disegno firmato, magnifica combinazione di effetti sfumati inondati di una luce straordinaria – Madonna con bambino, Sant’Antonio Abate, San Francesco e un donatore – che è considerato dalla critica la pietra di paragone dell’arte su carta del maestro, sia dal punto di vista dell’autenticità sia da quello della massima qualità.
Non potevano mancare nel percorso disegni di Lorenzo Lotto e Tiziano e neppure un magnifico foglio con un angelo e un profeta di Sebastiano del Piombo, acclamato fin dalla sua comparsa ad un’asta del 1977 come un vero capolavoro dell’artista e, di fatto, come uno dei disegni più raffinati del Rinascimento veneziano.
In questo caso l’aggettivo “veneziano” si riferisce a quel connubio più unico che raro di sensibilità veneziana e forma romana che è caratteristico dell’arte matura di Sebastiano, come mostra il disegno in questione realizzato tra il 1517 e il 1519 per la decorazione della cappella Borgherini di San Pietro in Montorio, su uno schizzo di Michelangelo.
Magistralmente pittorico, evocativo delle origini veneziane dell’artista fin dalla scelta di una carta azzurra, più che “disegnare” l’artista “dipinse” su questo foglio, giungendo a un’opera finita ancor più complessa e drammatica di quella realizzata poi su tela.
Opera chiave è anche il rarissimo disegno a gessi colorati di Jacopo Bassano, che introduce la selezione di lavori del Cinquecento maturo.
Seguono in mostra studi di figura e composizioni anch’esse di mirabile fattura di Jacopo Tintoretto, Paolo Veronese e Palma il Giovane.
10. John Singer Sargent
Attracchi di gondole sul Gran Canale
acquerello su grafite
40,6 × 45,5 cm
National Gallery of Art, Washington
Collezione Ailsa Mellon Bruce
La felice stagione del Settecento veneziano è documentata in tutti i suoi aspetti attraverso esempi di grande qualità, nella maggior parte dei casi mai esposti in Italia. I maestri del rococò come Sebastiano Ricci, Antonio Guardi e Antonio Pellegrini (del quale viene proposta un’opera di nuova attribuzione) sono tutti presenti in mostra con disegni caratterizzati da una fragrante libertà di tocco. Fanno da contraltare le “teste di carattere” di Giambattista Piazzetta, eseguite a gessetto: immagini di malinconica intimità, fra i primi disegni a essere intesi come opere d’arte compiute e, come tali, esposti già dai contemporanei sulle pareti di casa, protetti da un cristallo.
In mostra anche ben dodici opere di Giambattista Tiepolo, una selezione che copre quasi tutto l’arco cronologico della sua attività documentando ogni aspetto della produzione grafica dell’artista - studi compositivi a penna, il disegno del nudo, le caricature – e quindi una speciale sezione dedicata ai paesaggi.
Qui si ammirano le pitture a guazzo colorate realizzate da Marco Ricci e Francesco Zuccarelli, insieme a vedute di canali, lagune e palazzi realizzate dai protagonisti del vedutismo veneziano Francesco Guardi, Bernardo Bellotto e Canaletto oltre a un nucleo davvero notevole di “rendering” architettonici e immagini fantastiche di Giovanni Battista Piranesi di cui la National Gallery of Art di Washington possiede una delle collezioni più importanti al mondo.
La parte finale della mostra  porta nel mito, in quel sogno che ha costruito e diffuso nel mondo l’immaginario romantico di Venezia, non più Serenissima ma sempre unica. Non a caso, la mostra si chiude, con alcuni suggestivi disegni di James McNeill Whistler e di John Singer Sargent, entrambi amici di Henry James, dove la stessa luce si fa poesia.

Nessun commento:

Posta un commento