domenica 18 maggio 2014

Sciamani dell'inconscio

Qualcosa è cambiato dichiara nel titolo del suo nuovo libro Maria Luisa Agostinelli. Cosa di preciso sia cambiato, però, non dice esplicitamente.
Forse più che cambiato è evoluto.
Infatti, se già dopo la lettura di Non me lo ricordo il lettore poteva avere il sospetto che i folli descritti dalla Agostinelli potessero essere portatori di una “conoscenza altra”, ora, si ha quasi la certezza che l’Autrice guardi ai suoi pazienti (la Agostinelli è psichiatra) come a una sorta di “sciamani dell’inconscio”.
Sono folli in grado di vagliare il reale e l’inconscio e di centellinare verità, dal loro punto di vista (e, spesso, anche da nostro), assolutamente incontrovertibili. Verità sui sani. Verità sulla psichiatria. Verità sulla follia.
Sciamani ai quali l’Autrice si avvicina e descrive con grande umanità; con simpatia, empatia e, soprattutto, rispetto, come già si è avuto modo di dire recensendo E.T. Istantanee di normalità nei matti (secondo libro “a tema” della Agostinelli).
Sciamani a cui la psichiatra crede: «Io a Franco credo» dichiara parlando di un suo paziente e si tratta di un’ammissione di grande valore che racconta di un approccio terapeutico basato sulla relazione “alla pari” tra paziente e psichiatra. Una relazione in cui il malato ha da dire e da dare al medico e non solo il medico al malato. In cui chi cura ascolta. Ascolta veramente. 
Relazione che non è esente da affetto. 
Ed è così che emerge il lato umano della psichiatria. Lato che si svela anche con candide affermazioni della Agostinelli che, vedendo soffrire i suoi pazienti, ammette che avrebbe voglia di piangere e maledice il male che li trascina nella follia.
Ma ai suoi “sciamani” la Agostinelli sembra guardare anche dal punto di vista dello stile. Così come la follia tende a scarnificare il processo verbale, rendendo il malato spesso incapace di articolare il discorso e di comporre frasi che vadano al di là dell’essenziale; allo stesso modo lo stile della Agostinelli è essenziale; fatto di frasi brevi che, a volte, si interrompono bruscamente (ma mai private di senso). Uno stile sincompato di cui si è avuto modo di dire in precedenti recensioni e che, si conferma, è, non solo personale, ma trascinante.
In definitiva Qualcosa è cambiato edito da Moretti & Vitali è un bel libro che si legge tutto d’un fiato e che ci conferma nel ritenere la Agostinelli una grande scrittrice.

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