Oltre la Ragione: Claudio Guerinoni D'Averara

"C'è qualcosa di misterioso nell'accadimento del capire: è un fatto improvviso, di consistenza enigmatica. Guardiamo il foglio e non capiamo niente, ci sforziamo di decifrare la logica dei segni... e, di colpo, capiamo. 
La sensazione del capire è indipendente dalla verità e spesso dalla logica: è un atto spontaneo di fede, dissimulato nelle pieghe della ragione. Questo accadimento è ancora più inquietante quando avviene attraverso un testo il cui codice ci è completamente sconosciuto come le immagini. L'immagine corre nelle nostre sinapsi più velocemente del concetto, ha forza di precorrimento e di prospezione perché è indiziale e primitiva, capta da più lontano e da più in basso, fa da radar: l'arte è sempre storicamente prima delle idee..." con queste parole Bianca Tosatti introduceva la mostra Oltre la Ragione che nel 2006 portava nella sede espositiva di Palazzo della Ragione le suggestive, potenti, interrogative opere di numerosi dell'arte irregolare. Si comprese come l'arte borderline potesse essere ricca di suggerimenti, fonte di apertura, di interrogativi sia per gli studiosi che per il pubblico.
Il ricordo di quell'esposizione è ideale per introdurre l'attrazione inspiegabile tra anime inquiete ed arte, così come è stato per Claudio Guerinoni D'Averara.  Ultimo erede della dinastia d'arte dei notabili affrescatori Guerinoni D'Averara (sec. XIV), discendenti a loro volta dai Baschenis. 
L'artista, nato a Bergamo nel 1953, figlio d'arte e legato per parentela allo scultore pontifico Attilio Nani, ha recentemente affidato ad un racconto teso e dolente, dalla scrittura ricca di controluce e coloriture, la storia della sua esistenza. Un  cammino turbato, sempre accompagnato da Il Contino: l'alter ego, talvolta invadente talvolta energico, prodotto dal suo pensiero.
Artista dal gesto artistico affascinante e preciso, costretto a lasciare la scultura perchè il padre non lo volle a bottega, Guerinoni D'Averara si dedicò prima all'arte del cesello, poi all'architettura, e ancora alla pittura.
La sua storia, affidata al libro Claudio Guerinoni D'avera Il Contino, traspare tormentata e commossa attraverso le vicende drammatiche di un racconto autobiografico : "Fui legato forzatamente alle sbarre del letto, subii  i più sofisticati maltrattamenti della neuropsichiatria...". Oscillando tra normalità e case di cura, tra arte e follia, l'artista ha vissuto escluso dalla vita pubblica e sociale per decenni.
Grazie all'aiuto della pittrice Ginetta Benzoni che lo accolse nel suo studiolo alcuni anni fa e lo aiutò a "ripristinargli la mano" l'artista ha ripreso a lavorare ritrovando quel nobile segno che da sempre lo caratterizzava.

"La fantasia priva della ragione produce impossibili mostri: assieme a lei è madre delle arti e origine di meraviglie”. Così Goya annotava a proposito di El sueño de la razón produce monstruos, uno dei suoi più famosi “capricci”. Elogio della pazzia e del suo potere creativo, arte generata dalla follia, prodotta al di fuori dei canoni codificati nelle accademie l'esperienza di Claudio Guerinoni D'Averara mette in luce un’area della creatività dai confini mobili, dove trovano espressione artisti ufficiali ma anche quegli autori ritenuti folli, alienati, outsiders.