Roma. Giacometti la scultura a Galleria Borghese



Fino al 25 maggio 2014 Giacometti protagonista con la sua scultura presso la Galleria Borghese, nella mostra curata da Anna Coliva. Lʼesposizione porta a Roma lʼarte indiscussa e drammatica di uno dei più grandi artisti del ʻ900.

La Villa Pinciana, nobile scenario di capolavori è, per definizione, soprattutto il luogo della scultura, grazie alla presenza nella collezione di sommi esempi dell'epoca greca e romana, del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo. La meta di questo viaggio attraverso i secoli è lʼinterpretazione statuaria della figura umana nel XX secolo, che si concretizza nellʼarte di uno dei più grandi del ʻ900: Alberto Giacometti.

Il desiderio di raccontare la tragicità della scultura moderna a confronto con la classicità del passato è stata dettata da una riflessione sulla poetica di Giacometti, fortemente emblematica di un secolo che vede grandi sconvolgimenti politici, storici e culturali. I curatori della mostra hanno voluto raccontare attraverso il percorso come muti la visione degli artisti nel confrontarsi con la raffigurazione dell'essere umano.

La mostra dunque è occasione per raccontare lʼartista - visionario, onirico e surrealista, fautore di un segno indelebile nell'arte - e soprattutto far vedere la sua opera in dialogo con i capolavori della Galleria: le forme sinuose e bianche della Femme couchée qui rêve (1929) in cui si scorgono quelle della Paolina di Canova (1805/1808), il cui volto è riflesso, sull'altro lato, nella Tête qui regarde (1928); il passo pesante dell'Homme qui marche (1947), in cui risuona lʼeco di quello affaticato di Enea sotto il peso di Anchise (1619); la Femme qui marche (1932/1936), nera e misteriosa come le sfingi di basalto della Sala egizia; lʼequilibrio instabile dellʼHomme qui chavire (1950), fuori asse e pronto a perdere lʼequilibrio come il David di Bernini (1623/1624).

Tra le 40 opere esposte, bronzi, gessi e disegni innescano nel contesto della Galleria lʼenergia bruciante dell'arte di Giacometti, che indaga la profondità vitale dei soggetti, scavandone lʼanima fino a “ridurre all'osso” la figura umana: questa la tragica modernità trasmessa al visitatore che percepirà che le sculture di Giacometti creano attorno a loro lʼalone volumetrico di una drammatica cornice immateriale, invisibile ma sensibile.


LA MOSTRA 

Nello spettacolo visivo della Galleria Borghese la rappresentazione dell'umanità di Giacometti risalta lʼuomo e il suo fatale fallire che diventa la tragica conquista della modernità.

A contrasto col passato si esalta la grandezza dell'uomo nei secoli e la mostra racconta - anche attraverso la metamorfosi della Galleria - unʼinesauribile complessità dell'essere umano.

1. Salone - Le sculture per la Chase Manhattan Plaza 
2. Sala del Canova - Il sentire plastico 
3. Sala del David - Il vedere 
4. Sala di Apollo e Dafne - Evocazione del movimento nell'immobilità 
5. Sala degli imperatori - Una scultura come frammento 
6. Stanza dell'Ermafrodito - Donna cucchiaio e Donna sgozzata 
7. Sala di Enea e Anchise - La condensazione iconica. LʼUomo che cammina 
8. Sala egizia - Origini egizie 
9. Vestibolo
10. Loggia di Lanfranco - Busti