La finta semplice: appuntamento il 24 novembre al Bergamo Musica Festival

Scherzi d'amore, rimandi settecenteschi, ironia goldoniana e ricordi mozartiani: ecco quanto scelto da Michele Varriale per comporre La Finta semplice in scena nell'ambito del Bergamo Musica Festival domenica 24 novembre alle 15.30 e, in questi giorni per le recite riservate al progetto La scuola all'Opera. A teatro sono attesi oltre 5.200 studenti provenienti dalle scuole della provincia, i loro insegnanti hanno seguito un corso di formazione tenuto dagli esperti della Fondazione Donizetti".

L'opera è inoltre straordinario esempio di collaborazione tra Bergamo Musica Festival, Teatro Donizetti e Istituto Musicale Gaetano Donizetti (vedi parte n.2 articolo)

Michele Varriale - compositore.
Titolo e vicenda riprendono un libretto goldoniano e l'opera mozartiana (in scena per la prima volta a Salisburgo nel maggio 1769), ma Varriale ha compiuto un interessante percorso creativo che illustra con passione : "Amo molto la fine del '700 e ad esso mi sono rifatto ad esso per alcuni stilemi, ad esempio gavotta e minuetto, ma in forma esteriore. Il mio desiderio era quello di avvicinare il pubblico ad una musica piacevole, dalle strutture formali conosciute, così ho unito quanto ereditato dal classicismo ad ispirazioni più contemporanee legate al mondo del cinema, del musical, della pubblicità.".
Quali le altre fonti musicali?
"Britten che è un autore che amo molto, a lui ho pensato componendo la Passacaglia del 2° atto caratterizzata da un basso ostinato e da 5 variazioni".
Varriale non ha però perso il legame con la tradizione : "Ho pensato a Donizetti e Rossini, ma anche al verismo e a Puccini (inizio 2 atto) con la loro grande capacità descrittiva. Era importante che si cogliesse il ruolo fondamentale della musica nella narrazione: senza la musica quanto accade in scena non potrebbe esistere. E' la musica che dà profondità all'opera. I personaggi, in una fase iniziale, sono bidimensionali ma proprio grazie alla musica acquisiscono spessore, amano, soffrono, diventano "vita vera". Al termine rientreranno nelle casse da dove sono fuoriusciti, come se avessimo aperto vecchi bauli in soffitta per raccontare una storia".

Quali i punti fondamentali per un ascolto attento?
"Attenzione al tema musicale quando Rosina canta l'aria degli Amoretti nel 1° atto, un frammento costituisce l'elemento base di molte altre parti compositive. Interessante anche il quartetto d'archi che suonerà sul palcoscenico aggiungendosi all'orchestra".
Come si è rapportato con il libretto goldoniano?
 "Ho voluto partire da questa fonte perchè mi piace il periodo classico e non mi piacciono gli estremismo visti in scena in Italia dagli anni '70 in avanti; inoltre era difficile trovare un librettista che potesse preparare un libretto valido in pochi mesi. Il libretto, che lasciava delle parti oscure e alcuni passaggi non chiari, è stato rispettato ma lo abbiamo integrato con un recitativo e con le parole di un'aria preparata da Da Ponte per l'opera incompiuta Lo sposo deluso di Mozart".
Quale il rapporto con i personaggi?
"Ho lavorato con attenzione su ognuno di loro. In particolare ho riflettuto sulla coppia Giacinta, Fracasso: lei dal carattere passivo, lui uomo dell'eccesso, della veemenza; due innamorati che non si toccano mai.
Rosina è colei che architetta lo scherzo, che cerca di fare soffrire gli altri per amore. Forse perchè ha sofferto in passato e dunque sceglie di essere una spregiudicata seduttrice, eppure alla fine anche lei dovrà cedere all'amore.
Polidoro e Cassandro sono due misogeni e il loro destino assomiglia a quello riservato da Goldoni a molti personaggi della celebre Locandiera, così anche nella mia musica.
Ninetta invece, specifica cantando fin dall'inizio, che sarà l'unica ad essere estranea ai giochi d'amore. In scena è una sorta di Pierrot, di elemento androgino.
Quali altre opere ha composto?
"E' il mio terzo lavoro. Nel 2006 ho scritto Mariana Pineda, su testo di Garcia Lorca, e sempre quell'anno (non ancora andata in scena) La scola degli amanti ispirandomi al sottotitolo di Così Fan Tutte"
Come è cambiata la sua scrittura?
"Maria Pineda si rifà al Dialogo delle Carmelitane. E' un'opera, rispetto alle altre, più spinta dal punto di vista armonico, più dissonante. La scola degli amanti invece, come questa, pensa più all'amato '700 e in particolare all'ambiente viennese attorno al 1780".



L’ultimo Caffè del Teatro del BMF 2013
Giovedì 21 novembre al Salone Riccardi: un incontro con l’autore
Si struttura come un incontro con l’autore, in particolare il compositore dell’ultima opera in cartellone per il Bergamo Musica Festival 2013, Il Caffè del Teatro di giovedì 21 novembre alle ore 18.00 al Salone Riccardi del Teatro Donizetti. Ospite Michele Varriale, compositore delle musiche della Finta semplice che sarà sul palcoscenico del Donizetti da mercoledì 20 novembre per il pubblico delle scuole aderenti al Progetto “La Scuola all’Opera”, quindi per il pubblico “adulto”  domenica 24 novembre. Insieme al Maestro Varriale, prenderanno parte al Caffè del Teatro gli interpreti dell’opera, selezionati dalla direzione artistica del Bergamo Musica Festival durante le audizioni della scorsa primavera, il regista dell’allestimento Paolo Andreoni e il Direttore Paolo Belloli, alla guida di una compagine giovanissima, formata dagli allievi del Conservatorio di Musica “G. Donizetti” di Bergamo.
Come sempre l’ingresso al Caffè del Teatro è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per chi voglia assistere alla recita della Finta semplice di Michele Varriale di domenica 24 novembre i biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Teatro Donizetti aperta da lunedì a sabato dalle ore 13.00 alle ore 20.00.

Christian Serazzi - Istituto Musicale Gaetano Donizetti
L'opera è inoltre straordinario esempio di collaborazione tra Bergamo Musica Festival, Teatro Donizetti e Istituto Musicale Gaetano Donizetti.
"La musica di Varriale - specifica Christian Serazzi responsabile del progetto per l'Istituto Musicale Gaetano Donizetti - richiede un organico di 35 elementi. In buca 4 ci saranno docenti, che suoneranno le prime parti, 5 collaboratori esterni e tutti gli altri saranno studenti. Sul palco ci sarà un quartetto d'archi. Il docente Saccon eseguirà una prima parte non di repertorio a memoria, con grande bravura, e con lui ci saranno altri 3 allievi. I ragazzi delle classi di archi e fiati si sono preparati con 5-6 incontri prima delle prove a teatro. Tra di loro alcuni sono molto giovani, ad esempio una ragazza alla viola ha 12 anni, un ragazzo alle percussioni 13".
Cosa ci dice del coro?
"Il coro diretto dal maestro Fabio Tartari è composto da 20 elementi, 11 (tutti adulti, ovviamente, per necessità compositive) sono studenti dell'Istituto Musicale".
Quali le caratteristiche del progetto?
"Vorrei sottolineare la grande capacità di collaborazione tra tutti gli enti coinvolti. Quello bergamasco è uno dei pochi esempi in Italia che veda una stretta sinergia tra il Teatro Donizetti e il BMF, enti di produzione, e il conservatorio cittadino. Da giugno sono ormai decine gli appuntamenti musicali organizzati insieme, spesso nella Casa Natale di Donizetti".

Gioia Baltracchini, Paola Sibella Istituto Caniana
Regia, scene e costumi sono firmati dal regista Paolo Andreoni, ma fondamentale è stato l'aiuto di studenti e docenti dell'Istituto Caniana di Bergamo
Come è stata coordinata l'attività progettuale?
"Abbiamo lavorato in sinergia con il regista - spiega la professoressa Paola Sibella - fin da metà settembre e ha coinvolto i ragazzi di 3-4-5- nelle ore curricolari".
Come è stata coordinata l'attività di sartoria?
"Dodici ragazzi di 3-4-5 si sono dedicati ad attività sartoriale per la realizzazione dei costumi in ore pomeridiane, che andranno a costituire un monte ore del progetto alternanza scuola lavoro, e poi 5 di loro sono venuti a lavorare in questi gironi in sartoria a teatro. Da 6 anni collaboriamo con il Donizetti, una nostra ex allieva lavora qui, abbiamo notato come i ragazzi si appassionino alla lirica dopo il primo incontro: scoprono un mondo affascinante che non conoscevano e, dunque, non consideravano".