Math meets Bach

Sono momenti di pura bellezza quelli che Rahmin Baharami offre al pubblico nel suo Concerto Italiano al teatro Donizetti. Ogni volta sorprendentemente più maturo Baharami accompagna il pubblico in un elegante e raffinato viaggio tra Bach e Scarlatti, creando e ricreando atmosfere, dimensioni, suggestioni, bagliori; attraversando meandri e sorprese del Settecento musicale italiano.
L'occasione è l'intelligente conversazione-concerto organizzata dal Festival Pianistico e da BergamoScienza Math meets Bach: protagonisti proprio Baharami, oggi massimo esecutore della musica bachiana, e Benedetto Scimeni matematico dell'Università di Padova.
L'idea è stata quella di dare argomentazione ad un dialogo su numeri e note, partendo dalla considerazione che la comprensione dei fenomeni musicali può giovarsi in molti modi di analogie tra la musica e le arti figurative. 
"Con il linguaggio della geometria, certe variazioni e simmetrie musicali si descrivono con semplicità e precisione", ha spiegato Scimeni; "Ho visto questo viaggio  con gli occhi illustri di Bach e allo stesso tempo del suo geniale collega Scarlatti. Il genio di Bach seppe mescolare il sacro al profano, il razionale al danzante, la scienza della composizione al dilettevole, il sobrio al capriccioso -  ha commentato Ramin Bahrami - Spesso, studiando la sua musica, mi sembra di scorgere un’indagine di formule scientifiche, tanto care alla nostra indimenticabile Rita Levi Montalcini, che amava Bach visceralmente, forse anche per questa sua dote di rinnovarsi ed essere un maestro capace di creare “musica mobile”, sempre viva"

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